Unisys: “Aumenta il numero dei cellulari, ma non la fiducia dei consumatori Italiani”

Da quando il cellulare è diventato un fenomeno di massa e oramai è entrato nelle tasche di tutti (giovanissimi, meno giovani, disoccupati ecc), la crescita delle vendite, sia in Italia che nel resto del mondo sono in continua ascesa.
Servizi ai cittadini: acquisti, operazioni bancarie, pagamenti, ecc
Proporre un sondaggio ma soprattutto analizzarlo e sviscerarlo a fondo non è cosa facile, soprattutto se questi riguarda un mezzo di comunicazione che oramai è entrato a far parte della vita di tutti i giorni (sembra proprio indispensabile) ma che nel tempo ha subito un’evoluzione radicale, trasformandosi da semplice mezzo di comunicazione, a ufficio “ambulante”, o ancora a strumento per la produttività di ognuno di noi.
Oggi giorno poco importa se il terminale che abbiamo con noi è sempre più complesso, spesso di difficile gestione e magari sempre meno utilizzato per telefonare ma per fare qualsiasi altra cosa (mandare email, scrivere sul proprio blog, chattare, mandare messaggini, lavorare ecc), l’importante che abbia le funzionalità che oramai tutti cercano e che prima erano solo ed esclusivamente ad appannaggio dei computer.

Di questo avviso sono anche i produttori di cellulari ma soprattutto chi per hobby o per lavoro, quotidianamente sforna software per rendere produttivo il nostro mezzo di comunicazione. All’utente viene data la possibilità di poter acquistare online (tramite il cellulare) un prodotto, giocare in borsa e seguire l’andamento delle proprie azioni, rilanciare all’ultimo secondo nell’asta su Ebay anche se ci si trova sulla metropolitana, oppure effettuare operazioni bancarie (bonifici, controllo conto, versamenti ecc).
Questo naturalmente e quello a cui stanno puntando tutti, creare un nuovo media, un nuovo strumento per poter entrare a far parte del mondo globalizzata degli acquisti online e delle operazioni sul proprio conto (come già avviene in parte per chi accede tramite il proprio computer al conto corrente).

Però, non è detto che nonostante ci sia una spinta verso questa direzione, l’utente finale percepisca le potenzialità e soprattutto non abbia diffidenza su un mezzo così potente, ma agli occhi delle persone anche così rischioso sia per quanto riguarda la privacy ma soprattutto riguardo problemi di sicurezza e di furto di dati sensibili.
Cosa dice il sondaggio
Per riallacciarsi alla percezione dell’utente per quanto riguarda i rischi connessi all’agire (operazioni che vedono esposti a rischi di furti di dati sensibili o peggio ancora ai dati bancari) tramite il cellulare, in un recentissimo sondaggio da parte di Unisys (società leader nella fornitura di servizi e soluzioni di Information Technology) si evince come gli italiani siano i più diffidenti riguardo questo tipo di pratiche.
Il sondaggio fa notare come la distribuzione e la capillarità dei dispositivi mobile, abbia oramai raggiunto cifre che probabilmente solo 5 anni fa nessun analista (o forse qualche vero guru) avrebbe mai potuto stimare: gli utenti che utilizzano questo mezzo di comunicazione sono oramai 3,3 miliardi, mentre su un campione di 14 paesi (compreso il nostro), il 75% degli intervistati non utilizza il dispositivo per effettuare operazioni bancarie o acquisti online.

Il Security Index di Unisys, analizzando nel dettaglio questa alta percentuale fa notare come nello specifico il 59% degli intervistati non ritiene sicuro questo mezzo per effettuare operazioni online tramite dispositivi mobile (utilizzo di carte di credito o il trasferimento di denaro), mentre solo il 9% utilizza questo nuovo strumento per condurre transazioni via web. Ancora, il 4% degli italiani utilizza un cellulare, un PDA o uno smartphone per fare acquisti online (Ebay ad esempio ma anche altri negozi virtuali) o per eseguire operazioni che riguardano il proprio conto bancario (spostamento di capitali, pagamento di bollette, bonifici per esempio).
I dati in questione fanno capire come ci sia un freno a questo genere di operazioni su tale tecnologia (in teoria anche su computer non è che l’utente sia ancora sicuro su operazioni simili, solo dove da poco si è affacciato agli acquisti online e rimane ancora titubante verso conti online e operazioni via web), dovuta al fatto che la gente sia diffidente e abbia paura che la propria privacy sia violata, o peggio perda tutti i soldi depositati in banca.
Sul tema delle transizioni online Unisys ha condotto 13.296 interviste ad utenti sparsi per il mondo, sondando le abitudini di ciascun intervistato e cercando di capire come sia la percezione di questo ultimo, riguardo in particolare le transizioni in rete. Il sondaggio ha rilevato come vi sia una preoccupazione generalizzata riguardo la sicurezza di questo genere di operazioni (legata sempre ai dispositivi mobile) e la paura che non vi siano strategie adeguate (e anche tecnologie) per proteggere le informazioni sensibili scambiate durante le transazioni finanziarie.

I risultati nel dettaglio
Ancora più nello specifico esistono dei paesi che per un motivo o per l’altro hanno un forte “astio” verso le operazioni da eseguire con i cellulari, al primo posto troviamo la Francia con un altisonante 86%, seguito a ruota dal Regno Unito (79%) e via a seguire paesi come Australia (78%), Belgio ed Italia entrambe a “pari merito” al 77% ed infine a sorpresa (ma forse non più di tanto), i tecnologici Stati Uniti con un forte 71%.
Non deve stupire che paesi tecnologicamente avanzati come Stati Uniti e Regno Unito abbiamo percentuali così alte di sfiducia: nonostante gran parte delle tecnologie arrivino o vengano utilizzate in quantità maggiori da questi due paesi, gli utenti sanno come hacker, cracker ecc possano mettere a repentaglio la “salute” dei propri conti bancari o delle informazioni così dette sensibili (nonostante siano ampiamente globalizzata hanno un idea della privacy molto ampia).

Quello che stupisce e come esclusivamente i tedeschi abbiano fatto segnare una percentuale tanto alta (21%) per quanto riguarda le operazioni tramite dispositivi mobile: “gli intervistati tedeschi utilizzano un cellulare, un PDA o uno smartphone per effettuare transazioni finanziarie online“. Mentre i tedeschi sembrano in buona misura dare fiducia al “mercato online”, per quanto riguarda il Regno Unito la percentuale è disarmante, parliamo di un 1%.
Quando invece la domanda riguardava la fiducia del proprio dispositivo mobile (il cellulare utilizzato ogni giorno), allora circa la metà degli intervistati, esclusi Nuova Zelanda (45%) e Malesia (49%) hanno espresso l’insicurezza e quindi la sfiducia sul proprio cellulare come mezzo per eseguire transizioni o acquisti online (sarebbe stato interessante capire quali tipi di cellulari gli intervistati possiede).

Quando poi è stato chiesto di paragone le banche con gli operatori telefonici o i retailer online, allora è emerso che i cittadini si fidano di più delle banche tradizionali per le operazioni da eseguire in ambiente mobile. Naturalmente questa percezione è diversa in ogni paese: ad esempio il 72% degli italiani è fiducioso verso le banche, rispetto ad esempio agli utenti della Malesia che invece non si fidano di queste ultime (38%).
Per quanto riguarda il mercato italiano: “gli italiani sono assolutamente convinti che i telefoni cellulari, i PDA o smartphone non siano strumenti validi e sicuri per eseguire transazioni finanziarie online“. Questo è logico se si va a vedere come sono stati gestiti alcuni degli scandali finanziari di questi ultimi anni. Ancora, il 2% degli italiani intervistati pensa come questa sia una modalità sicura: “i dispositivi mobili offrano una modalità sicura e persino la combinazione molto/abbastanza sicuro non supera il 20% degli intervistati sull’interno campione“.

Alessandra Girardo, Marketing Director Continental Europe Enterprise Security di Unisys Italia ha specificato che “Nonostante una crescita esponenziale del numero di utenti di telefonia mobile e uno sviluppo significativo sul fronte delle tecnologie in questo settore, i provider di telecomunicazioni, i retailer online e gli istituti finanziari non sono riusciti a convincere i consumatori di tutto il mondo dell’esistenza di una piattaforma sicura per la trasmissione delle transazioni mobili online” ed ha inoltre aggiunto che “Il potenziale ritorno economico rappresentato dai pagamenti mobili è significativo, ma è realizzabile solo nel momento in cui i consumatori ritengono che la sicurezza delle transazioni sia pari o superiore alla libertà offerta dall’utilizzo dei dispositivi mobili“.
Venerdì, 17 Ottobre 2008 da Michelangelo Pisu in Zoommate
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