Symbian ? E’ un sistema operativo!

Anche se ho la consapevolezza che molti di voi lettori hanno perfettamente chiaro che cosa sia il Symbian, nella mia esperienza pluriennale a stretto contatto con i clienti end-user, mi sono reso conto che purtroppo il termine ‘smartphone’ è quasi esclusivamente associato alla piattaforma Microsoft.
Smartphone?
Non è difficile però dare una spiegazione a questo strano orientamento; da sempre infatti l’idea di un terminale orientato al business o con piattaforma altamente configurabile è diventato sinonimo di alto prezzo d’acquisto e di complessità nell’utilizzo. Gli smartphone fino a qualche tempo fa, non erano certamente per tutti, e il loro utilizzo richiedeva una buona dose di pazienza e di competenza tecnica.
Symbian è un sistema operativo per smartphone, proprio come Windows Mobile, come Palm e come Linux. Questo è un dettaglio che a molti sfugge ancora; non immaginate nemmeno quanta gente oggi possiede un terminale Nokia con Symbian e non abbia la più pallida idea di quale sorta di tecnologia sia utilizzata nè a livello hardware nè tantomeno software.
Questa cosa non è assolutamente un male, anzi, l’incredibile mole di vendite di Nokia deriva proprio dalla semplicità d’uso e configurazione che contraddistingue e ha contraddistinto in passato i terminali della Serie 60.
Un po’ di storia
Symbian è nato nel 1998 come join venture fra Psion Software e alcuni produttori di telefoni cellulari, fra i quali Nokia, Ericsson e Motorola.
Prima di allora, le basi furono gettate proprio da Psion (ora produttore di hardware legato alle telecomunicazioni, con il nome di Psion Teklogix) con il suo sistema operativo EPOC, l’antico predecessore del Symbian.
Chi ha qualche annetto ricorderà proprio i palmari Psion in epoca di dominio dei Pocket PC.
I terminali Psion erano un prodotto di elite dedicato al business e offrivano caratteristiche per quei tempi di tutto rispetto. Molti di questi terminali infatti erano dotati di tastiera QWERTY a scomparsa (come i palmari della serie Revo) e ricordavano come concetto i minuscoli PC Laptop. 
E’ vero che Microsoft forniva già dei palmari con schermo a colori mentre Psiloc si limitava a schermi lcd con toni di grigio, ma la robustezza della piattaforma EPOC e la possbilità di lavorare con editor di testi, fogli di calcolo e PIM senza avere troppi intoppi con interfacce poco user friendly (la GUI di EPOC era la famosa EIKON, facilmente customizzabile e altamente configurabile dagli sviluppatori di applicazioni) ne rendevano l’acquisto più che appetibile per tutti quelli che avevano bisogno di un compagno di lavoro e non di un GameBoy.
Fornito del sistema operativo EPOC Release 5.1 era anche uno dei primi smartphone dei tempi, Ericsson R380, che ha avuto un discreto successo nonostante il prezzo non proprio abbordabile.
Nel 2002 Nokia commercializza il suo modello di punta, il Nokia 7650. Si trattava di un prodotto destinato a cambiare il mondo della telefonia mobile. Non era il primo telefono ad utilizzare uno schermo a colori (era già uscito quasi un anno prima l’Ericsson T68) ma era di sicuro il primo ad avere uno schermo TFT a 4.096 colori con una risoluzione di 176×208 pixel, un processore ARM da 135Mhz e il sistema operativo Symbian versione 6.1.
Il Nokia 7650 fu il primo telefono della cosiddetta Serie60, il primo ad utilizzare il sistema operativo Symbian.
Quasi contemporaneamente Sony Ericsson ha dato inizio alla Serie 70 (trasformata poi semplicemente in UIQ x) con il suo P800, uno smartphone basato sul sistema Symbian 7.0 e UIQ (User Interface Quartz, l’interfaccia grafica che poi sarebbe stata adottata da molti terminali Sony Ericsson e Motorola).
Il P800 aveva uno schermo da 208×320 pixel, ed era sprovvisto di una vera e propria tastiera; a compensare questa mancanza c’era uno strano sportellino con una tastiera che trasmetteva la pressione dei tasti direttamente sul touch screen.

Dal 2004 Psion ha abbandonato la quota di partecipazione di Symbian, e ora il maggior azionista è Nokia con il 47,9%. Ovviamente fanno parte in misura diversa anche Sony Ericsson, Panasonic, Samsung e Siemens; quest’ultima dovrebbe passare la palla a BenQ, azienda alla quale ha venduto tutta la business unit che riguarda la telefonia cellulare.
Telefoni basati su Symbian
Il panorama attuale è decisamente vasto, e i terminali basati su Symbian sono davvero tanti.
Escludendo le implementazioni che si limitano al mercato asiatico, possiamo dire che i produttori di terminali Symbian sono rimasti Nokia, Samsung, Sony Ericsson.
I terminali Symbian Nokia della Serie60 attualmente in circolazione sono tutti quelli della Serie N ( Nokia N95 , Nokia N73 , Nokia N70 , Nokia N90 , Nokia N80 ecc), quelli della serie E come l’ Nokia E50 , Nokia E60 , Nokia E61 ecc, il terminale MusicPhone 5700 e altri modelli, alcuni di questi un po’ datati, come il 6600, 6630, 6670, 6680, 6260, 6290 ecc
LA Serie 90 comprende un solo terminale, il 7710, che però non ha incontrato un gran consenso da parte del pubblico.
La Serie 80 invece comprende tutti i terminali del tipo Communicator, come i vecchi 9210, 9300, 9500 e il nuovo E90.
Samsung ha in produzione attualmente due terminali Serie60, Samsung SGH D720 , il Samsung SGH D730 e qualche nuovo modello in arrivo a breve come Samsung SGH i450 e Samsung SGH i550 .
Sony Ericcson ha prodotto quasi tutti i terminali basati su UIQ. Attualmente ha in listino terminali UIQ3 come il Sony Ericsson P990i , l’ Sony Ericsson M600 , Sony Ericsson W950i e il Sony Ericsson P1 .
Caratteristiche
Cercando di evitare inutili tecnicismi sugli schemi di funzionamento, possiamo dire in poche parole che il Symbian è un sistema operativo a 32 bit multitasking e multithreading, che per alcune sue caratteristiche di gestione della memoria e del processore, risulta veloce, stabile, poco esoso di energia e quindi particolarmente adatto ai terminali mobili dell’ultima generazione.
Symbian non è un sistema operativo Open Source, ma la maggior parte del codice è disponbilile per gli sviluppatori, esattamente come la documentazione sulle sue API. Questo significa che sviluppare applicazioni per Symbian è molto agevole, se non altro finchè non si cerca di ottenere l’autorizzazione da Nokia per ottenere un certificato per sviluppare applicazioni per terminali S60 Versione 3; diciamo infatti che da questa versione Nokia ha introdotto un sistema di certificati digitali che purtroppo costringe i programmatori a dei tempi e delle trafile burocratiche che spesso diventano inaccettabili.
Dal lato dell’utente il Symbian dei modelli della Serie 60 si dimostra facile da imparare, e la sua interfaccia grafica è senza ombra di dubbio molto user frendly. I menù ad icone e cartelle, interamente personalizzabili, possono richiamare in qualche modo l’interfaccia dei sistemi operativi più noti per PC.
Accanto alle applicazioni principali preinstallate nel sistema operativo (convertitore, orologio con sveglia, un filemanager e altri strumenti di utilità come il lettore email, il lettore per documenti Microsoft office e Adobe acrobat ecc) è possibile installare software da un elenco composto da migliaia di titoli, fra utility, giochi, applicazioni, temi e personalizzazioni.
Alcuni di questi software sono scritti nativamente in C++ per Symbian, altri sfruttano la piattaforma J2ME (java). La velocità di esecuzione della Java VM non è paragonabile alle runtime C++, ma diciamo che sviluppare in java è un modo per evitare le firme digitali imposte dal sistema.
Un telefono Serie 60 dell’ultima generazione, come per esempio l’N95 o il 6290 (entrambi Serie 60 V3 Feature Pack 1) ha al suo interno la capacità di svolgere praticamente tutte le funzioni di un computer. Con un terminale di questo tipo è possibile navigare sul web con una fedeltà di rendering delle pagine analoga a quella di un PC, si può utilizzare la posta elettronica, leggere e editare documenti, ascoltare musica, visualizzare e modificare immagini, guardare filmati in alta qualità e giocare a centinaia di giochi più o meno complessi.
Il tutto con un un consumo di batteria ridotto al minimo e con una velocità che nella maggior parte dei casi rasenta il realtime.
Il costo di un terminale di questo livello parte dai 250 euro per un Nokia 6290 ai quasi 600 euro per un Nokia N95. Il Nokia N95 ha dal lato suo una fotocamera da 5 Megapixel e l’accellerazione video e 3D, mentre il 6290 ha un processore dalla frequenza di clock più elevata (369 contro 332 Mhz) e una velocità dell’interfaccia utente sensibilmente maggiore.
Se si pensa a quanti terminali possono vantare simili specifiche ad un prezzo così basso, a mio avviso il Nokia 6290 è una scelta quasi obbligata se si ha bisogno di uno smartphone e si necessita di buone caratteristiche multimediali e di una grande potenza di calcolo.

Il fatto che i terminali Symbian siano stati e siano tutt’ora un grandissimo successo commerciale è da ricercare appunto nella loro potenza nascosta e nella facilità d’uso.
Un terminale della Serie 60 è uno smartphone che sa fare il telefono; è uno strumento di lavoro dotato di tastiera e non di un poco pratico e a volte impreciso touchscreen. Avete mai provato a scrivere un sms da un autobus o una metropolitana con in mano una 24 ore usando un pennino e una tastiera virtuale su un toucscreen? Allora avete certamente capito a quale genere di difficoltà d’uso mi riferisco!


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