PayPal, E-commerce e le PMI italiane

PayPal, l’E-commerce e le PMI italiane

Secondo un recente studio di DOXA commissionato da PayPal, una azienda su quattro italiana utilizza l’e-commerce. La vendita online ha contribuito alla crescita del business e viene definita la soluzione per risolvere la crisi italiana delle PMI.


E-commerce: la nuova frontiera economica
 
Lo studio in questione si basa su un campione di 600 PMI (piccole-medie imprese), che in Italia rappresentano il 90% del fatturato interno (vengono anche considerate il motore dell’economia italiana). Come detto nel cappello introduttivo, commissionato da PayPal (azienda leader del pagamento online) presso DOXA (azienda che si occupa di sondaggi). Quello che è emerso da questa “intervista”, sono dei dati incoraggianti che fanno ben sperare, visto il periodo nero in cui si trova l’economia italiana e mondiale.
 
Il commercio online è la nuova frontiere del business, come si evince da studi e statistiche effettuati in merito, ed anche l’Italia dovrà adeguarsi a questo trend di crescita. Le PMI italiane percepiscono come importante il mondo online e la possibilità di fare affari tramite questo (vendere prodotti e servizi oltre che permettere all’acquirente una transizione via web tramite i mezzi messi a disposizione dalla rete). Il 25% delle aziende intervistate dichiara di avere un sito web, mentre il 14% di queste lo utilizza per fare e-commerce (non solo quindi una semplice vetrina).
 

PayPal, l’E-commerce e le PMI italiane

Ancora, delle aziende che fanno già affari con la rete, 78% dichiara che questi gli ha permesso di rafforzare e migliorare il proprio marchio verso i clienti, un vantaggio competitivo oggettivo rispetto ai concorrenti (41%), il 37% dice anche che il business a livello nazionale è aumentato notevolmente, quindi un incremento delle vendite (37%), dei margini sul venduto (le aziende che dichiarano guadagni superiori e del 33%) e naturalmente un incremento della clientela (28%).
 
I dati pero’, fanno ben sperare nella ripresa delle aziende in Italia, anche perché il 14% delle aziende che hanno messo su un impianto per l’e-commerce sono il 14% solo questo anno ed il 26% di quelle che ancora non hanno la propria vetrina sul web sono intenzionate a breve a creare anche loro uno spazio sulla rete. I servizi/terziario per quanto riguarda le attività presenti la fa da padrona (34%), seguita a ruota dall’industria e dal commercio all’ingrosso (27%) e professionisti (24%). Invece per quanto riguarda il commercio al dettaglio, lo troviamo al quarto posto per il 21%.
 
Per quanto riguarda PayPal invece, il 57% delle attività che utilizzano questo metodo di pagamento hanno riscontrato un netto miglioramento delle proprie vendite (contro il 41% che dichiara di usare delle alternative), il 56,5% dichiara anche che la vendita a livello nazionale ne ha giovato (contro il 37%), le vendite verso i clienti già utilizzatori dei loro servizi è salita al 51% (contro il 37%), i margini si sono posizionati al 56% (altri 33%), nuovi clienti per il 31% (21%) mentre per quanto riguarda l’espansione del proprio business oltre i confini nazionali è del 29% (rispetto ad altro per il 21%).
 

PayPal, l’E-commerce e le PMI italiane

Tutto questo perché PayPal è molto semplice da usare, sia per quanto riguarda chi effettua l’acquisto, ma anche per l’azienda che decide di utilizzare questo metodo di pagamento (senza dimenticare naturalmente la sicurezza per quanto riguarda le transazioni). Tra l’altro, il tasso di abbandono del carrello (cioè una volta selezionato il prodotto non si effettua poi l’acquisto vero e proprio) si colloca al 20%, rispetto alla media che è del 49% (dei dati che fanno capire come PayPal e servizi simili, possano essere la piattaforma del domani per quanto riguarda gli acquisti in semplicità e sicurezza da eseguire online).
 
Si evince quindi che l’e-commerce, sia uno strumento che in questo periodo di crisi dei consumi, possa spingere (in gergo si dice “sia il volano”) ad una ripresa economica, e su questo sono d’accordo sia quelle aziende che già sono presenti sul web, ma anche quelle che per il momento non fanno parte di questa categoria. In più, questo dato tende a crescere se si vanno a controllare i dati delle aziende che hanno dichiarato di preferire come metodo per eseguire le transizioni, i servizi offerti da PayPal.
 
Il fattore che mette d’accordo l’85% delle PMI sta nel pensare che le vendite online possano espandere la propria attività, ed essendo queste notoriamente senza confini geografici (internet non ha confini, se non quelli mentali che un utente potrebbe avere), porterebbe le aziende verso i mercati stranieri, che notoriamente sono interessati al Made in Italy e a tutti quei prodotti che ci hanno fatti grandi all’estero. Naturalmente anche i costi di intermediazione sono minori rispetto al passato (81%). Tutte quelle online poi ritengono che PayPal sia il metodo migliore (fra tutti) per effettuare acquisti online (parliamo del 100% degli intervistati).
 
A differenza dell’acquisto effettuabile nella nostra città o a una distanza ragionevole dal nostro domicilio, il web permette di comprare prodotti ed oggetti di difficile reperibilità, beni che molto spesso non sono presenti neanche nella nostra regione (75%), percentuale che sale all’87% per quelle che utilizzano PayPal. Da tutto questo si può notare che chi già opera su internet ha gli strumenti necessari per continuare a crescere e comprendono meglio come il ruolo dell’e-commerce sia fondamentale per una crescita effettiva.
 

PayPal, l’E-commerce e le PMI italiane

Il Country Manager di PayPal Italia Giulio Montemagno ha dichiarato: “Abbiamo promosso questa ricerca poiché dalla nostra esperienza con le aziende di piccole e medie dimensioni che si sono affacciate all’eCommerce abbiamo riscontrato ritorni molto positivi sia per quanto riguarda l’acquisizione di nuovi clienti sia per il loro giro d’affari in generale”, ancora, “La situazione economica in Italia e in tutto il mondo sta creando difficoltà alle aziende e le PMI in particolare sono più esposte: crediamo che internet quale canale commerciale offra un’importante opportunità in questo senso, capace di dare alle PMI una spinta significativa verso la ripresa: internet apre infatti una porta aggiuntiva di accesso al mercato e – grazie anche a strumenti come PayPal, disponibile in 190 Paesi e 19 valute – permette alle aziende di varcare i confini nazionali ed estendere le proprie attività commerciali a nuovi mercati, al di fuori dell’Italia”.
 
Cosa frena l’e-commerce italiano
 
Lo studio è stato commissionato per analizzare e studiare (e quindi porre rimedio) le difficoltà ed i timori che portano un’azienda italiana a non arrischiarsi sul web: cioè non creare il proprio spazio pubblicitario su internet (o offrire servizi web) e non permettere quindi l’acquisto online dei propri prodotti (il così detto e-commerce, che può essere fatto sia su beni tangibili ma anche su servizi). Ad esempio è interessante analizzare quali i timori ed i problemi riscontrati da aziende che ora hanno un sito o permettono il pagamento online dei propri beni.
 
Uno dei motivi per cui il 62% delle aziende intervistate non aveva uno spazio online dove potersi mostrare al pubblico e permettere un acquisto veloce (se ben organizzato e strutturato un sito di e-commerce permette la visione a “360°” di un prodotto ed un acquisto che permette di risparmiare tempo) stava nel poco tempo a disposizione, il 54% invece si limita a spiegare che non riusciva a raccogliere tutte le informazioni necessarie per lo start-up del progetto (ci vorrebbe un po’ più di formazione da parte dello stato o delle scuole professionali), mentre il 53% imputa questo freno alla mancanza di sostegni ed incentivi da parte del governo.
 

PayPal, l’E-commerce e le PMI italiane

Tra le aziende invece che non hanno ancora uno spazio loro sulla rete, ma che sono intenzionate nell’immediato al grande passo, il 76% (anche esse) indica che non ha molto tempo a disposizione per pianificare un simile servizio, il 66% parla di difficoltà a reperire le informazioni utili ed in generale problemi logistici per iniziare, il 63% invece dichiara la difficoltà di trovare un partner tecnico (quindi una software house o un singolo che predisponga in sicurezza la vetrina online) e per finire il 53% che sente la mancanza di sostegni ed incentivi da parte del governo (basterebbe anche un po’ di formazione e quindi di consapevolezza dei costi-benefici).
 
Tutte le aziende, sia quelle già presenti sul web che quelle interessate ad uno sbarco futuro nella rete, sono d’accordo nell’affermare che inserire all’interno del proprio sito dei metodi di pagamento tramite PayPal o qualsivoglia altro gestore non costituisce un problema(questo denota una mentalità molto aperta per quanto riguarda le nuove frontiere del commercio, ed una voglia di espandere le proprie vendite e la propria attività).
 
Come pago oggi il…
 
Un’altra interessante analisi mostra quali metodi utilizzino le PMI (quali i preferiti comunque) per eseguire transizioni online: anche da qui appare come le nostre aziende siano ancora legate ai tradizionali canali (tra l’altro molto lenti, non istantanei come invece il web “comanderebbe”) come ad esempio il bonifico online o il vaglia, al secondo posto dopo l’immancabile carta di credito (sarebbe l’ideale invece utilizzare una carta ricaricabile, così da evitare eventuali frodi o truffe). PayPal invece si ritrova al quarto posto (metodo citato spontaneamente dagli intervistati), mentre al terzo posto fra i sistemi offerti dalle aziende online.
 

PayPal, l’E-commerce e le PMI italiane

In questo caso le carte ricaricabili si collocano al quarto posto (ottimo, visto che PayPal comunque permette un risarcimento per quanto riguarda disguidi riguardanti un mancato arrivo della merce, o una frode nei confronti dell’acquirente). Questo naturalmente nonostante poi si possano associare (le carte) ad un conto PayPal per avere una maggiore sicurezza contro qualsiasi perdita di dati (basti ricordare che la carta prepagata contiene solo quello che abbiamo caricato e non è collegata quindi a nessun conto).
 
Naturalmente PayPal ottiene il primo posto (per quanto riguarda i metodi utilizzati prevalentemente per gli acquisti) per alcune categorie di acquisti, come ad esempio attività varie/acquisto di beni e servizi, che fa marcare un buon 42% rispetto al 40% delle carte prepagate, al 36% della carta di credito e al 33% di bonifico/vaglia. Anche per acquisto merci/ commercio al dettaglio/beni di consumo PayPal trova la preferenza nell’8%, mentre il duo bonifico/vaglia si assesta sul 4% e la carta di credito al 3%.
 
Per finire invece non si può non far notare come le aziende, quando devono pagare le fatture o i fornitori delle merci, utilizzino ancora i metodi come vaglia o bonifici (questo perché aiuterebbe che i commercialisti spingano, anche per queste operazioni, all’utilizzo dei sistemi informatici rapidi e veloci, invece di tipologie che mal si adattano ai tempi moderni). Per quanto riguarda invece viaggi e vacanze, si scopre che le carte di credito sono il metodo di pagamento ancora più utilizzato.

Giovedì, 11 Dicembre 2008 da Michelangelo Pisu in Zoommate

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Commenti (1)

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Alex socidropshipitalia.info

Uno dei problemi in Italia è che non abbiamo prodotti in dropship, ho trovato delle ottime soluzioni su questo forum http://www.socidropshipitalia.info/forum

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