Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altro ….

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web
 
Nonostante gli adolescenti riescano a districarsi nella rete in modo abbastanza disinvolto, in molti non hanno ben chiaro quali siano i pericoli da un suo uso non accorto ma soprattutto dalle insidie informatiche e di contenuto che si possono trovare appena dietro l’angolo.


La rete
 
Con l’avvento della connessione internet in tutte le case ed il boom della banda larga (nonostante siamo ancora in pieno digital divide), tanti ragazzi passano sempre di più una gran parte del tempo online: sia perché impegnati a fare ricerche (aiuto allo studio), a comunicare con altri coetanei o in generale altre persone, o anche perché interessati ad argomenti che normalmente nella rete vengono approfonditi (videogiochi, cinema, musica, fumetti, sport ecc). Questo accesso in massa dei giovani ad internet, se da un lato è considerata una cosa buona, perché i giovani cominciano a prendere confidenza e dimestichezza con i mezzi informatici (e naturalmente il web), dall’altra li espongono a rischi dovuti a siti (non adatti ai minori), insidie informatiche (worm, adware ecc) o semplicemente altri individui che cercano di approfittarsi della loro buona fede (pedofili per esempio).
 

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web

 
Per questo motivo il Moige (Movimento Italiano Genitori), ha presentato i dati raccolti da uno studio eseguito da SWG in collaborazione con Symantec ed alcune istituzioni italiane (il tutto in occasione del lancio della campagna informativa “Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web“) per sensibilizzare genitori, alunni e docenti delle scuole medie inferiori sui pericoli della rete e quindi una maggiore consapevolezza ed un uso corretto del suddetto mezzo informatico. La ricerca vuole analizzare quali le abitudini degli adolescenti nella rete, però attraverso l’occhio dei genitori e degli insegnanti (o almeno la loro percezione) e paragonarli ad i dati raccolti nel 2006, per poi studiarne l’evoluzione e la tendenza. Il campione utilizzato per eseguire la ricerca sono i genitori con figli che vanno dagli 11 ai 15 anni e docenti che utilizzano internet a scopo didattico.
 

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web

 
Il dato più evidente e che il 52% dei genitori del campione dichiara che i propri figli si connettono alla rete ogni giorno (la media dice che è superiore a 5 giorni alla settimana) e l’80% degli insegnanti lavora in istituti dove c’è la possibilità di collegarsi ad internet a scopo didattico e non (anche se non in modo assiduo). Si capisce quindi come la rete sia un mezzo importante che permette ai ragazzi di socializzare in modo molto semplice ma soprattutto immediato. Da questi dati emerge quindi che il 44% dei ragazzi è solito inviare e-mail, mentre il 63% del campione preferisce stare a “parlare” tramite i programmi di Instant Messaging. Naturalmente questo porta i genitori ad avere maggiori paure riguardo ai figli, infatti il 64% monitora i propri figli quando sono online, anche se solo il 19% di questi tiene sotto controllo i siti che si frequentano. Le paure sono che i figli vadano su siti non adatti ai minori (83%), il 55% che possano avere contatti con pedofili, il 36% di imbattersi in virus informatici ed infettare il computer, il 34% che l’uso continuo porti alla perdita del contatto con la realta’, mentre il 24% che rubi tempo alle altre attività.
 

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web

 
Se si guardano i dati presentati dalla Polizia delle Comunicazioni si osserva come i numeri siano abbastanza allarmanti: infatti dal 1997 ad oggi, per reati riguardanti la pedofilia sono stati condannati ed arrestati (si presume in via definitiva) 238 individui, le denuncie riguardanti le persone connesse a questo tipo di reato sono state 4.465, mentre le perquisizioni sono ben 3.978. Ma il lavoro della polizia non finisce qui, infatti vengono tenuti costantemente sotto controllo ben 293.204 siti, 177 siti italiani sono stati chiusi e 10.997 siti all’estero sono stati segnalati alle autorità competenti di quel paese. Per evitare che i propri figli o alunni incappino nei pericoli derivati dall’uso della rete (soprattutto se si parla di un uso improprio), secondo il 97% dei genitori l’arma vincente è quella del dialogo mentre dal canto loro il 95% dei docenti dichiara di aver più volte dato consigli ai ragazzi sui metodi di utilizzo della rete (che sono per esempio non visitare siti a carattere pornografico o dai contenuti inadatti, evitare la comunicazione con gli sconosciuti e non rivelare informazioni personali).
 
Il progetto
 

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web

 
La cosa che però stupisce (ed un po’ rammarica visto i pericoli e la consapevolezza della loro esistenza) è che il 41% dei genitori dichiara di non aver installato sul computer utilizzato dai propri figli nessun metodo per il controllo della navigazione (controllo parentale), nessun filtro che possa evitare ai ragazzi, anche solo per sbaglio, di approdare in siti non adatti ai minori (e in alcuni casi, certe tematiche, non sarebbero neanche adatte a nessuno). Ecco per quale motivo, grazie alle indagini eseguite da SWG, è partito in Italia un progetto (una campagna informativa) denominato “Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web” che si prefigge lo scopo di far aumentare la conoscenza delle potenzialità ma anche dei rischi che si possono trovare in rete, ai ragazzi, genitori e docenti, in modo che si possa fare un utilizzo oculato e costruttivo di un mezzo che sarà il futuro della comunicazione.
 

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web

 
Questo progetto è della durata di due anni e prevede nel suo primo anno il coinvolgimento di 28 istituti della scuola media inferiore (la prima tappa sarà Roma), che coinvolgerà migliaia di alunni, genitori e docenti. Le modalità prevedono che gli esperti del Moige e quelli della Polizia andranno nelle classi e terranno degli incontri formativi per spiegare i trucchi ed i segreti per un approccio più responsabile, sicuro e soprattutto corretto alla rete. Dopo questi incontri formativi verrà distribuito del materiale che servirà poi per ulteriori approfondimenti durante l’anno scolastico (quindi una formazione continua e mirata alla sicurezza dei ragazzi, almeno nella fase in cui sono più a rischio).
 
Il progetto però prevede che questa formazione venga estesa anche ai genitori ed ai docenti (nella fase pomeridiana) in modo che possano essere formati sui metodi tecnologici esistenti per un controllo dei propri figli (più che un controllo un aiuto ad essere più sicuri e responsabile) e che questi metodi siano utilizzati in modo corretto ma soprattutto aggiornati, anche perché oramai sappiamo per esperienza che un sistema, di qualsiasi tipo, se non aggiornato va incontro ad una fase obsoleta che non lo porta più ad essere efficace. Anche in questo caso verrà distribuito del materiale informativo per aiutare i genitori in questa fase di crescita dei propri figli.
 

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web

 
In sostanza
 
Maria Rita Munizzi, Presidente Nazionale del Moige, ha spiegato che “In pochi anni Internet è divenuto il mezzo tecnologico più utilizzato dai bambini e dagli adolescenti, entrando prepotentemente nella vita dei nostri figli sotto tutti i punti di vista, dallo studio alla socializzazione con i coetanei. Molto spesso, però, la rete cela delle insidie, dei pericoli reali come pedopornografia e cyberbullismo che possono danneggiare in maniera grave l’integrità e l’incolumità dei minori, spesso inconsapevoli dei rischi che si nascondono dentro il web. La nostra campagna nasce proprio per questo motivo: noi adulti, genitori ed insegnanti, non possiamo più permetterci di restare nell’ignoranza ma dobbiamo iniziare a conoscere Internet e gli strumenti a nostra disposizione per proteggere i ragazzi, insegnare loro ad utilizzarlo correttamente ed assicurargli in questo modo una navigazione sicura”.
 

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web

 
Domenico Vulpiani, Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha dichiarato che “Internet è ormai il mezzo di comunicazione più usato ma il suo sviluppo non ha apportato alla nostra società solo effetti positivi: se da una parte, infatti, ha potenziato al massimo la velocità dello scambio di informazioni, dall’altra ha mostrato anche il suo lato più pericoloso, quello che emerge, ad esempio, attraverso i siti pedopornografici. Le numerose operazioni che abbiamo effettuato mostrano quanto questo fenomeno della pedofilia on-line sia diffuso e quanto queste iniziative siano importanti per indirizzare i ragazzi verso un corretto uso della rete e aiutare i genitori a conoscere gli strumenti a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web. L’avvento dei nuovi social network con Facebook e My space potrebbe incrementare il rischio di ‘grooming‘ per i nostri ragazzi, ossia l’adescamento in rete. Il pericolo è stato avvertito dalle nostre istituzioni.”
 

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web

 
Giancarlo Marengo, Country Manager Symantec Italia, afferma che “Internet è come il mondo reale, con i suoi lati positivi e purtroppo anche quelli negativi”. Per questo la guida di genitori e insegnanti durante la navigazione dei minori assume un ruolo fondamentale. E’ importante seguire alcune semplici regole ed insegnare ai ragazzi che bisogna fare attenzione per divertirsi ed imparare senza rischiare. Symantec consiglia a genitori e insegnanti di comunicare sempre con figli e alunni, spiegando loro quali sono i rischi a cui potrebbero andare incontro, di affiancarli mentre usano Internet posizionando il computer in una zona condivisa della casa o della scuola e di affidarsi a soluzioni di sicurezza efficaci e complete, che consentano di predefinire i percorsi di navigazione”.
 

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web

 
Michele Crudele, esperto di sicurezza su Internet e ideatore di www.ilfiltro.it, ha esortato che “Il 2009 deve segnare un momento di cambio di impostazione nell’uso di Internet a scuola e a casa”: non più navigazione alla ricerca di qualcosa, ma sistema di conoscenza alimentato da contenuti prodotti dagli alunni, dai ragazzi. Nel 2008 hanno imparato a usare Facebook e simili ma non hanno mai scritto su Wikipedia: non hanno ancora contribuito alla cultura sulla rete, pur avendo le capacità per farlo. Spetta ai genitori e docenti indirizzarli su questa strada, ma ciò richiede uno sforzo aggiuntivo dei “grandi” per entrare nella logica dei “nativi digitali”: gli adulti sono “immigrati digitali” e devono imparare la lingua per integrarsi. Il male si sconfigge affogandolo con il bene: insegnare a usare il web per costruire vuol dire evitare la passività del continuo rischio.”
 

Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web

Lunedì, 9 Febbraio 2009 da Michelangelo Pisu in Zoommate

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