Intel, cosa ci riserva il futuro?

Intel Corporation è una multinazionale leader nel suo segmento di mercato, produttrice di semiconduttori in genere ma conosciuta ai più per la produzione di microprocessori, dei quali è il costruttore più importante al mondo.
Intel nasce nel 1968 da una idea di Robert Noyce, Gordon Moore, e Andrew “Andy” Grove e all’inizio produceva chip di memoria e memorie programmabili.
Questo fino al 1971, quando Marcian Hoff, Federico Faggin, Stanley Mazor e Masatoshi Shima diedero alla luce il primo vero microprocessore, conosciuto come Intel 4004. Grazie allo sviluppo di questa invenzione, l’orientamento di Intel si spostò rapidamente dalle memorie alla costruzione di microprocessori, facendolo così diventare il core business dell’azienda; questo cambiamento ha poi portato Intel a diventare uno dei principali operatori in questo settore.
Fu proprio Andy Grove che nel 1983 decise il grande passo, proprio grazie all’ulteriore spallata al mercato data da Intel stessa nel 1981 con la produzione del microprocessore 8086, che proprio in quell’anno venne scelto da IBM per equipaggiare isuoi primi pc.
Le clausole di IBM però obbligavano Intel ad accettare come secondo fornitore l’azienda AMD, che avrebbe prodotto e fornito ad IBM processori 8086 e 8088 su specifiche di Intel stessa.
Durante gli anni novanta si deve ad Intel lo sviluppo e la concretizzazione di svariate tecnologie e architetture che hanno ‘formato’ i sistemi PC come li conosciamo oggi; fu grazie ai laboratori di sviluppo di Intel la costruzione del bus PCI, il PCI Express, l’USB e i sistemi di server multiprocessore (SMP).
La posizione dominante di Intel nel mercato dei processori x86 ha procurato negli anni parecchie cause da parte dell’Antitrust per abuso di posizione dominante. Attualmente Intel controlla l’85% del mercato dei microprocessori a 32 bit. Unico avversario, ma solo nei numeri, è AMD (Advanced Micro Device), con la quale però ha un contratto dal 1976 che mette in condizioni entrambi di poter sfruttare i brevetti l’uno dell’altra senza poter reclamare alcun diritto su nessuna delle proprie tecnologie.
L’affermazione principale di Intel come leader del mercato arrivò con la produzione del primo processore a 32 bit, il 386, cha da un punto di vista commerciale fu un successo incredibile, anche perchè Intel prese la decisione di produrlo da sola.
In quegli anni infatti AMD e Zilog avevano la licenza per produrre processori su specifiche Intel, e furono i secondi fornitori per i modelli 8080-8086.
Come mai le aziende dell’epoca, come IBM, richiedevano la presenza di secondi fornitori? Per ovviare al fenomeno diffuso di rallentamenti di produzione che ci sarebbero potuti essere con un singolo fornitore, dovuti a incidenti o ad errori nel processo costruttivo.
Intel in questo caso decise, per ovviare a questo problema e mantenere la leadership, di produrre questo processore in tre stabilimenti diversi, convincendo i suoi clienti che in questo modo sarebbe stata garantita la continuità nella fornitura.
Il successo del 386 si replicò anche se non in modo così forte con il 486, introdotto nel mercato nel 1989. Nel 1990 iniziò il progetto di sviluppo per due nuovi processori, chiamati in codice “P5″ e “P6″ e Intel promise al mercato un nuovo processore ogni due anni, contro i circa quattro anni di attesa che si ebbero con i modelli precedenti.
Il “P5″ fu commercializzato nel 1993 con il nome “pentium” e il “P6″ invece vide la luce nel 1995 come “Pentium Pro”, che poi venne ulteriormente migliorato e commercializzato nel 1996 con il nome “Pentium II”.
Il lavoro di sviluppo iniziato dal team di Santa Clara nel 1993 per un processore chiamato in codice “P7″ che avrebbe ulteriormente espanso le possibilità del set di istruzioni x86 con la nuova architettura IA-64 a 64 bit, vide la luce solo nel 2001 con il nome “Itanium”.
Purtroppo però l’esecuzione del codice standard x86 lasciava molto a desiderare in termini di prestazioni e il fallimento nei confronti di AMD con il suo AMD64 e nei confronti di se stessa con l’architettura Intel64 (conosciuta in precedenza come EM64)T hanno spinto Intel a migliorare ancora il progetto Itanium, che è tutt’ora in fase di sviluppo.
Il seguente processore fu il Pentium4 (conosciuto con il nome “willamette”), migliorato più tardi con core più performanti e alcune versioni che includevano estensioni a 64Bit, utilizzate poi nella famiglia seguente di processori Core 2.
Il presente:
La situazione attuale di Intel è abbastanza complessa, con svariati processori sul mercato, una gran quantità di chipset e soluzioni dedicate al mondo delle telecomunicazioni.
Intel ha diviso idealmente i tanti microprocessori prodotti a seconda delle fasce di ultilzzo, separando i processori per desktop da quelli per notebook e da quelli utlizzati per server e woskstation.
Processori desktop:
Della categoria dei processori per desktop fanno parte le famiglie dei celeron, dei pentium e dei Core.
I celeron sono a loro divisi nelle sottocategorie dei Celeron semplici, dei Celeron D e nei Celeron Dual Core.
I celeron semplici sonon processori single core, con tecnologia Intel64 e disponibili al massimo con frequenza di 2,13Ghz, adatti prevalentemente a PC di fascia bassa o ad un uso da ufficio.
I CeleronD, prodotti con tecnologia a 90nm e 65nm, disponibili sia per socket 775 che 478, sono processori basati sul vecchio core dei pentium4 (Prescott), compatibili con le istruzioni Intel 64 e IA-32 e con una frequenza di clock che arriva fino a 3,66 Ghz.
L’unico Celeron Dual Core nella categoria desktop, l’E-1000, è un processore costruito con tecnologia a 65nm, basato sul core Conroe-L con velocità di 1,6Ghz. Le sue specifiche includono il supporto per la tecnologia Intel64 e le funzioni di risparmio energetico SpeedStep.
La famiglia dei pentium attualmente in produzione è suddivisa in Pentium 4, Pentium 4 Extreme, Pentium D, Pentium Dual Core e Pentium Extreme edition,
La vasta famiglia dei pentium 4 e Pentium 4 Extreme Edition si compone da processori single core basati sui core Willamette, Northwood, Prescott, Cedar Mill e Gallatin , con frequenze di clock che arrivano fino a 3,8 Ghz. I più moderni processori pentium 4 sono quelli basati sul core Cedar Mill, simile al Prescott ma con processo produttivo a 65nm, con una cache di secondo livello da 2mb e un consumo di soli 86W.
I pentium D sono processori dual core basati sul core Smithfield, recentemente sosituito poi dal core Presler. Si tratta dei primi processori dual core di Intel, disponibili con frequenze di clock fino a 3,4Ghz.
Il pentium Extreme Edition è un processore basato sul Pentium D, ma a differenza di questo ha la tecnologia Hyper-Threading abilitata su entrambi i core.
Il pentium Dual Core è basato sul core Conroe-L, con un processo produttivo a 65nm, una dissipazione minima di 65W ed è disponibile con una frequenza di clock sino a 2,2Ghz.
Processori Notebook:
Come per i processori per computer desktop, per il notebook rimane la divisione in processori Celeron, Pentium e Core.
I Celeron per notebook sono i celeron M, processori single core basati su svariati core (Banias-512, Dothan-1024, Yonah e Conroe-L) con una frequenza di clock fino a 1,73Ghz e processo costruttivo da 130nm del Banias-512 fino ai a 65nm del Yonah.
Della famiglia dei pentium per notebook fanno parte i pentium M e i Pentium Dual Core Mobile.
I Pentium M, basati sui core Banias e Dothan, con processo produttivo fino a 90nm, sono processori a basso consumo (fino a 5W delle versioni ulv), con frequenze di clock che arrivano fino a 2,26Ghz
I pentium dual core mobile sono processori recenti, caatterizzati da un processo produttivo a 65nm, un basso consumo energetico, ottime prestazioni e una frequenza di clock fino a 1,86Ghz..
Della famiglia Core per notebook fanno parte i processori Core Duo, i Core 2 Duo, i Core 2 Extreme, i Core Solo e i Core 2 Solo.
Come avete notato, la cosa si inizia a fare complessa, e si rischia di cadere in confusione. Intel ha davvero un gran numero di processori, e non è semplice differenziare. Il rischio a questo punto è che l’utente finale non capisca più la differenza fra un processore economico di fascia bassa e uno costoso di fascia alta e di alte prestazioni. Questo può comportare scelte errate e il sacrificio delle vendite di processori performanti in luogo di processori dal costo inferiore. A mio avviso sarebbe stato meglio differenziare un po’ meglio i prodotti.
In ogni caso possiamo dire che la famiglia Core Solo è basata su un solo core Yonah, con processo produttivo a 65nm e una frequenza di clock fino a 1,3 Ghz . Si tratta di processori dal basso consumo adatti per sistemi portatili dove il consumo è più importante delle prestazioni.
La famiglia Core Duo è basata su due core Yonah, con frequenza di clock massima di 2,13 GHz, ed è la base della piattaforma Intel Centrino Duo.
La famiglia Core 2 è l’avoluzione del Core Duo Yonah ed è caratterizzata dall’architettura Intel Core Microarchitecture, più efficente e con consumi minori rispetto alla NetBurst dei vecchi core.
Presente con due core (come Core 2 Duo) o in core sigolo (Core 2 Solo), arriva ad una frequenza di 3Ghz ed è basata su differenti core (Allendale, Conroe e Merom) con processo costruttivo a 65nm.
I core 2 Extreme sono caratterizzati da una frequenza di clock fino a 3Ghz e hanno il molipicatore sbloccato per poter essere overcloccati con maggior facilità rispetto agli altri modelli. Prodotti con tipi di core diversi, nella sua evoluzione è arrivato al core Yorkfield, con 4 core distinti, processo costruttivo a 45nm e un consumo energetico relativamente ridotto.
Processori Server & Workstation:
Intel divide i processori per Server e Workstation in due grandi famiglie: i processori Xenon e i processori Itanium.
I processori Xenon sono svariati, e divisi nei modelli 3000, 5000 e 7000.
Basati su svariati core, differenti tecnologie e differenti velocità, possiamo dire che i processori Xenon sono caratterizzati da una maggiore e meglio sfruttata cache di secondo livello, e dalla possibilità di arrivare dai 2 core dei modelli 3000 fino ai 4 core per singolo processore per la famiglia 7000.
Il prcessore Itanium, idealmente considerato da Intel come rimpiazzo per server basati in precedenza su processori Risc, è attualmente basato sui core Fanwood e Madison (dopo innumerevoli evoluzioni), con frequenze di clock fino a 1,67Ghz. Si tratta di un processore non compatibile con la ‘vecchia’ tecnologia X86 ma solo con l’architettura a 64 bit IA-64. Configurabile sia come sistema Dual Processor (DP) che come Multi Processor (MP), supporta fino a 1024TB di RAM e configurazioni MP fino a 512 processori.
La roadmap e il futuro:
Cosa sta preparando Intel per l’immediato futuro?
Diciamo che è possibile dividere i maggiori progetti in due grandi categorie, quelle dei computer desktop e notebook desktop replacement, e quella dei device MID (Mobile internet Device), dei sub-notebook e degli UMPC (Ultra Mobile PC). Quest’ultima famiglia sta diventando negli ultimi due anni la più interessante a livello commerciale; è per questo che sta diventando necessario avere architetture estremamente veloci ed efficienti ma con un consumo ridottissimo.
Dal lato desktop e notebook potenti, e entro due anni anche per server, attendiamo la tecnologia “Nehalem”.
Nehalem è sia il nome di una famiglia di microprocessori che di una nuova microarchitettura. Erede della famiglia di microprocessori “Core”, Nehalem sarà basata sul processo costruttivo a 45nm del core Penryn. Seguendo i nomi in codice delle roadmap di Intel, avremo quattro grandi famiglie di processori Nehalem: “Bloomfield” (desktop), “Gainestown” e “Beckton” (server), e “Gilo” (mobile).
Da un punto di vista tecnologico, possiamo definire Nehalem come la più grande innovazione dopo l’introduzione del pentium pro nel 1995; non si tratta infatti di una modifica dei processori esistenti ma di una nuova architettura vera a propria.
Dalla ‘vecchia’ architettura Core del progetto Merom (Intel Core Microarchitecture), si passa infatti alla “Intel Nehalem microarchitecture”.
Nehalem proporrà la tecnologia Intel QuickPath Interconnect, come sostituto del “Front Side Bus” e riproporrà l’Hyper Threading che sembrava ormai abbandonato. Avrà un controller di memoria DDR3 SDRAM con 4 canali integrato e potrà avere oltre 8 core in un singolo chip, anche se per ora sono previste versioni da 4 e 8 core nativi. E’ prevista anche l’adozione per alcuni modelli di una GPU integrata nel processore. Le frequenze di clock previste arriveranno fino a 3,2Ghz. Non ci sarà molto da attendere, e se la roadmap sarà rispettata, dovremmo vedere i primi sistemi basati su Nehalem nella seconda metà del 2008.
Per il 2009 è già prevista l’evoluzione del Nehalem, il “Westmere” che avrà un processo costruttivo a 32nm. Per il 2010 è previsto un’ulteriore evoluzione, con nome in codice “Sandy Bridge”.
Per quanto riguarda i sistemi ultra portatili, è recente la notizia che il progetto di Intel chiamato in codice “Meanlow”, è stato rinominato in “Intel Centrino Atom”. I due processori che costituiranno la nuova linea Atom saranno il Silverthorne (disegnato per i MID) e il Diamondville, che sarà incluso in pc a basso costo, come l’Intel Classmate PC o l’Asus Eee PC.
Del Silverthorne se ne sente parlare già dal 2007, e molti brand famosi come Lenovo, Asus, Quanta e Clarion hanno già annunciato di voler produrre terminali MID basati su questo processore.
Intel non ha fornito invece troppe informazioni su Diamondville, anche se si suppone che sia simile al Silverthorne, e cioè basato su tecnologia a 45 nanometri con un consumo minimale (da 0,6W ad un massimo di 2,5W) e una frequenza di clock di circa 1,8Ghz. Si tratta di una nuova serie di processori con 11 microstrati di silicio, ciascuno dei quali conterrà circa 47 milioni di transistor; il tutto nelle dimensioni di una moneta da 20 centesimi.
Della piattaforma Intel Centrino Atom, oltre il microprocessore, farà parte, analogamente alla vecchia piattaforma Intel centrino, un controller di rete wireless e un companion chip basso consumo per gestire la grafica integrata.
Il sucessore del processore Atom Silverthorne sarà “Lincroft” e sarà il primo processore Intel System on a Chip (SoC). I consumi dichiarati per Lincroft saranno di 10 volte inferiori a quelli dell’Intel Atom, e costituirà la base della futura piattaforma “Moorestown” che sarà l’evoluzione della “Intel Centrino Atom”.
In conclusione non è possibile fare a meno di notare quanto Intel abbia fatto il suo business con la diversificazione del mercato. Questo è evidente già da questo breve riassunto, ed è assolutamente confermato dal fatto che ho evitato di analizzare altre aree chiave in cui Intel è leader, compresi microprocessori per sistemi embedded, chipset per mainboards, controller di rete, sistemi wireless e tanti altri ancora.
Il rischio però, come ho brevemente detto prima, è di cadere in confusione. Troppi prodotti, troppi progetti e troppi nomi in codice. L’utente finale corre il rischio di perdere la bussola e di non percepire le differenze esistenti fra prodotti di fascia bassa e prodotti di fascia alta; non credo sia stato fatto un valido lavoro di marketing nel differenziare i prodotti e per far capire che i megaherz non sono più un parametro di scelta come poteva essere 10 anni fa.
Troppo spesso chi acquista un PC non ha assolutamente chiaro che genere di prodotto sta acquistando, e non capisce perché, a parità di megaherz, un portatile costi 200 euro in più di un altro; la conseguenza è che i prodotti economici vengono venduti di più e i prodotti di categoria superiore giacciono in un magazzino.
L’altra considerazione è che finalmente l’attenzione si sta spostando verso i sistemi ultraportatili (UMPC), gli Smartphone e i sistemi MID.
La necessità di oggi è quella di restare connessi con internet ma senza la zavorra di un pesante notebook, e la risposta sono le decine di dispositivi mobili che stanno popolando il mercato in quest’ultimo periodo.
Da parte di Intel possiamo vedere in Atom, oltre che un’evoluzione tecnologia notevole, una grande presa di coscienza e un chiaro messaggio per il mercato: “il futuro è l’ultraportatile e noi ci saremo”.
Noi ovviamente staremo a vedere come questo progetto sarà applicato e concretizzato nel corso di quest’anno; l’attesa dovrebbe essere breve e contiamo di vedere, e possibilmente di provare per voi una gran quantità di dispositivi portatili basati sulla nuova piattaforma “Intel Centrino Atom” per la fine del 2008.
Mercoledì, 19 Marzo 2008 da AlexR in Zoommate













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