Anonymous smentisce il blackout di Internet del 31 marzo

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Anonymous smentisce il blackout di Internet del 31 marzo

La minaccia del grande blackout di Internet ad opera di Anonymous è durata lo spazio di una giornata. Via Twitter, infatti, il noto gruppo di hacker attivisti ha voluto smentire categoricamente che ci fosse l’intenzione di creare un simile disagio al mondo del Web. Non solo, Anonymous si sarebbe lanciato anche in una sottile critica nei confronti di chi avrebbe diffuso la notizia, specificando che rendere il Web arduo da raggiungere sarebbe stato un atto controproducente per il gruppo stesso.

Su uno degli account di Twitter ufficiali del gruppo, infatti, si legge questa risposta al clamore suscitato dalla minaccia in questione, presentata non senza un pizzico di ironia. «Per la miliardesima volta, Anonymous non oscurerà internet il 31 marzo. Perché dovremmo oscurare la nostra sfera d’azione? Veramente, come ci aiuterebbe questa cosa?». Il blackout globale che avrebbe dovuto colpire Internet durante la giornata di oggi sarebbe dovuta essere una forte e feroce risposta nei confronti della SOPA, la Stop Online Piracy Act. Si tratta di una legge in via di valutazione da parte del governo degli Stati Uniti, talmente controversa da provocare nei mesi scorsi addirittura uno sciopero volontario di Wikipedia. Un evento clamoroso, che però ha avuto il solo effetto di rimandare il problema e non di risolverlo.

Ovviamente la notizia di un simile atto è rimbalzata su tutto il Web. Il progetto sarebbe stato il seguente: Anonymous avrebbe effettuato un attacco con le stesse modalità usate nei mesi scorsi per far crollare i 13 principali DNS Server del mondo. Questi server hanno il compito di “tradurre” gli indirizzi IP che caratterizzano ogni sito Internet nel classico indirizzo in stile WWW che da sempre siamo abituati ad utilizzare. Il crollo di questi server avrebbe reso i principali siti mondiali, compresi colossi come Google e Wikipedia, irraggiungibili virtualmente, a meno di non conoscere l’indirizzo IP del sito da raggiungere. Ovviamente questo indirizzo, anche per i siti più noti, è sconosciuto alla quasi totalità degli utenti, che così non avrebbero potuto di fatto accedere al Web.

La questione si esaurisce qui? Probabilmente no. Innanzitutto con Anonymous non si può mai essere eccessivamente sicuri di quali siano le intenzioni del gruppo, anche perché non si tratta di un’organizzazione vera e propria, ma di vari cellule slegate tra loro con un obiettivo comune. Anche solo parlare di account Twitter ufficiale, per molti versi, ha poco senso. Non resta che sperare che il pericolo sia stato veramente scongiurato.

Fonte: Il Secolo XIX

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Sab 31/03/2012 da Lorenzo V. E. Bellini

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PIX 5 aprile 2012 09:48

ma che cavolo state dicendo , Anonymous se dicono e cosi ,dovrete parlare di SOPA,ACTA etc ,lo fanno loro i governi ,per fare colpevole Anonymous che hanno paura di loro, sono i unici a diffondere vere notizie , bravo Anonymous sono i unici che hanno i fegato non come tutti i lecca , non sapete niente siete tenuti come i gato in gabbia

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