Rincari delle tariffe: il popolo della rete si organizza

Il popolo della rete si ribella e tra una tariffa e l’altra decide di scendere in piazza (metaforicamente) ed indice lo sciopero del cellulare. In pratica il giorno 8 e 9 settembre (ma anche il 18 settembre in concomitanza dello sciopero della pagnotta) tutti quanti per 3 ore dovranno astenersi dall’usare il cellulare, per mandare un messaggio chiaro e preciso a chi gestisce la telefonia mobile (e non solo) in Italia.
Tutto ebbe inizio
Per pura curiosità , prima di iniziare a scrivere questo approfondimento, ho fatto un giro per la rete e nel motore di ricerca sono andato ad inserire la frase “sciopero del cellulare“, e con mio enorme stupore mi sono accorto che iniziative simili non sono mai mancate nel corso degli anni (tra una bufala e l’altra), perché comunque i consumatori, quando si sono sentiti oppressi da chi ha il potere, hanno sempre cercato di reagire.
Chi come me passa molto tempo per la rete (nel mio caso per lavoro naturalmente), si è fatta un’idea di quello che sta succedendo, ma forse non tutti hanno trovato il filo conduttore della storia (purtroppo la dobbiamo chiamare cronaca) che vi sto’ per raccontare. Tutti sanno, sia perché avvisati via cellulare o tramite i media tradizionali, che nel campo mobile qualche cosa sta cambiando.

In pratica dal 9 settembre per TIM e dal 1 ottobre per Vodafone, ci sarà una rivisitazione dei piani telefonici, con accorpamento o eliminazione di tariffe e creazione di altre ex novo. Se questo non bastasse, anche i costi subiranno in alcuni casi dei rincari, ed andranno ad intaccare ed aggravare le già nostre povere tasche.
Fin qui nulla di nuovo direte voi, ma perché questo sta accadendo? Restando sempre del puro campo delle ipotesi (anche se il mio è comunque un sospetto personalissimo), il tutto potrebbe essere dovuto a delle affermazioni fatte qualche tempo fa dalla UE, a proposito di tariffe e di costi di terminazione.
In pratica gli operatori telefonici, ogni qual volta devono instradare il traffico telefonico dalle proprie reti a quelle degli altri operatori (tipico esempio e quando contattiamo un utente TIM dalla nostra utenza Vodafone) devono pagare un costo, e questo costo normalmente viene interamente a ricadere sulle spalle degli operatori.

Questa pratica in America invece è diversa: il così detto costo di terminazione, viene ripartito anche con chi riceve le chiamate. Questo vuol dire che inevitabilmente i costi di chiamata dovranno fluttuare, a meno che non si decidano a tagliare drasticamente i costi. Da un lato questo porterebbe grossi vantaggi alle compagnie telefoniche, ma dall’altra costringerebbe gli utenti ad usare meno il cellulare (sembra comunque, ma non si sa mai, che questo non avverrà prima del 2011).
Non solo, vi è anche un’altra proposta da parte commissario europeo alle Telecomunicazioni, Viviane Reding, che porterebbe alla diminuzione dei costi per chiamate, dati, roaming ed sms verso utenze che si trovano in un altro stato europeo e che se approvato diverrebbe operativo da luglio del prossimo anno (e questo porterebbe ad un “impoverimento” degli operatori che avrebbero meno introiti ma dovrebbero sempre pagare i costi di instradamento).
Nell’ottica di vedere un calo di utenti, potrebbe essere che gli operatori si stanno attrezzando per recuperare fin da ora a quelle che saranno le perdite future e preferiscono perdere anche clienti e rifarsi però verso quelli che per una scusa o per l’altra decidono ancora di rimanere con loro.
La giungla delle tariffe
Annunciate dai primi di agosto adesso le nuove tariffe proposte da Vodafone e TIM stanno per arrivare sui nostri cellulari. Verremo invasi da nuove sigle e nuovi nomi che sostituiranno quello a cui siamo sempre stati abituati a sentire (in barba ad alcune reclame passate che dicevano “Tutto questo è per sempre”). Ma la cosa peggiore e che questo cambiamento porterà fino ad 83 euro in più in un anno, soldi in meno quindi da dedicare alle nostre telefonate.

Visto il cambio a rialzo effettuato dagli operatori, sia Agcom che l’Antitrust hanno deciso di vederci chiaro; sono stati avviati a Vodafone e Tim due procedimenti sanzionatori, dovuti anche al fatto che le loro offerte risultavano poco chiare (anche consultando la documentazione nel sito web), e non si faceva la dovuta menzione al diritto di recesso che ha ogni cittadino.
Va in oltre segnalata la stima fatta da Altroconsumo che vede in 5 milioni gli utenti che con molta probabilità cambieranno operatore telefonico. Anche qui si chiede ai due di non far pagare dai 5 agli 8 euro come avviene di regola e anche se si effettua il cambio operatore (portabilità con numero vecchio ancora funzionante) il risarcimento del credito residuo.
Naturalmente va fatto notare che è già pervenuta al garante una risposta nella quale si faceva notare che sia Vodafone che TIM si erano adeguate alle riposizioni e che adesso tariffe, modalità sono più visibili e confrontabili con altre (il rischio è di vedersi infliggere una multa che può variare dai 58mila euro ad un massimo di 580mila).

L’aumento per quanto riguarda TIM dei suoi piani tariffari è di 3 centesimi al minuto, mentre per Vodafone ci sarà uno scatto fisso alla risposta che andrà sui 16 centesimi. Questo senza che inizialmente gli utenti ne fossero informati o che comunque avessero una pallida idea di quello che avrebbero trovato alla data di scadenza.
Tutto questo quando oramai si fa sempre più sentire quella che viene definita la convergenza tra il mondo mobile e quello della telefonia fissa: tutti gli operatori stanno puntando a diversificare le offerte ma a prendere in considerazione la possibilità di poter chiamare dal fisso da o verso il cellulare a costi veramente irrisori o in alcuni casi gratis (sempre che il fisso ed il mobile siano sempre della stessa compagnia).
Ad esempio Fastweb, ora anche mobile (operatore mobile virtuale), permette con un canone di poter parlare dal numero fisso verso un numero mobile Fastweb e con un piccolo canone di poter aggiungere altri 4 numeri familiari. Ci sono tariffe che permettono di avere mensilmente un monte ore verso i numeri fissi, mobile dello stesso operatore o di altri operatori. Senza contare poi le tariffe applicabili al web che permettono di avere TV, internet, cellulari e rete fissa a tariffe scontate.

Anche Vodafone finalmente ha fatto il grande passo proponendo numero fisso e mobile, con tariffe che permettono una certa convergenza fra i suoi numeri e quelli degl’altri. Come anche WIND, ma lei già attiva precedentemente con infostrada e comunque che già possiede tariffe aggressive e convenienti.
L’unica che ancora non può entrare in questo mercato è TELECOM Italia che essendo dominante nella rete fissa, per ora grazie ad una legge a riguardo non può avere offerte sul mobile e per questo aggredisce il mercato con opzioni web e telefonico fisse veramente allettanti.
Cosa ne esce fuori…
Se dovessi provare veramente a vedere cosa esce fuori da questo calderone di tariffe e proposte correremo il rischio di impazzire e non capire più nulla. La cosa divertente (mica tanto) e che se si provasse ad interpellare gli operatori (come hanno fatto quelli di Kataweb), il risultati sarebbero che qualcuno non risponde e qualche altro rende fumoso quello che in realtà è molto semplice.
Analizzando caso per caso si scopre che TIM sembra risultare la meno comprensibile: fornisce dati non completi adducendo scuse che si possono comunque consultare facilmente nel sito web; per Vodafone invece le tariffe sono facilmente consultabili ascoltando il 190 (naturalmente dopo la “richiesta” di Agcom queste informazioni si possono reperire anche via web).
Quella più sintetica e chiara è stata WIND, visto che è tutto semplice e le tariffe non sono una marea, poche ma buone si diceva un tempo. Anche TRE sembra abbia fatto un buon lavoro, anche se le tariffe sono un po’ di più rispetto a WIND. Mentre gli operatori virtuali se la sono cavata bene, viste le poche tariffe e tutte uniformate (alla fine della pagina i link alle tariffe sintetiche redatte da Usi&Consumi di Kataweb).

Riprendendo il sottotitolo in alto, cosa ne esci fuori? Ne esce fuori che gli utenti si sono stancati, e dopo lo speciale di Kataweb hanno deciso di far partire una protesta spontanea, che solcando le onde del mare magnum di internet ha varcato i confini del web e si è riversato nelle strade, nella vita di tutti i giorni. È così quindi che è nata la proposta dello sciopero spontaneo dei cellulari indetta per l’8 ed il 9 settembre.
Questa proposta è così interessante che sia ADOC che Altroconsumo hanno deciso di approvarla in pieno, ma non solo, hanno proposto che questa possa essere bissata il giorno 18 settembre, data in cui ci sarà un’altra protesta.

Conclusioni
Devo ammetterlo, poter esprimere la propria opinione attraverso la rete, consapevole che tante persone mi possono ascoltare non ha prezzo (come la pubblicità di un noto prodotto).
Quello che sta accadendo questo ultimo periodo (mi riferisco sempre alla telefonia e a come vengono trattati i consumatori) è il chiaro sintomo che oramai la misura è colma. Come è possibile che in barba a qualsiasi legge di mercato, a qualsiasi logica, siamo costretti a subire gli arbitri delle compagnie telefoniche, che oramai decidono autonomamente quale tariffa applicare e cosa a noi va bene.
Questa presa di posizione potrebbe dare quello scossone che oramai da tempo stiamo aspettando (applicabile poi a qualsiasi livello), potrebbe essere un monito alle compagnie di abbassare le tariffe e di essere più ragionevoli (si devono ricordare che loro esistono perché ci siamo noi che usiamo il telefono). Non tanto per il fatto delle perdite che potrebbero subire, ma per far passare l’idea che alla fine della fiera possiamo abituarci (almeno la maggior parte di noi) a vivere senza (gli anni 90 non sono tanto lontani).
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Lun 08/09/2008 da Michelangelo Pisu in Fastweb, Operatori Virtuali, Protesta, Tariffe, Tre



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