E’ una svolta che potremmo definire storica quella che ha coinvolto l’Enciclopedia Britannica, che diventa, a partire dalla prossima edizione, completamente online. La celebre opera dà quindi l’addio alla carta e verrà prodotta esclusivamente sulla rete. Possiamo dire quindi che questa novità ha caratterizzato l’evolversi del sapere, con un cambiamento che risulta veramente notevole e significativo dal punto di vista delle nuove tecnologie.

Kim Dotcom è riuscito ad ottenere la libertà su cauzione. Il fondatore del portale Mega, che comprendeva siti famosissimi come Megaupload e Megavideo, può ora almeno attendere gli sviluppi della causa contro di lui in qualche altro posto che non sia la prigione. Su di lui, comunque, pende ancora la richiesta di estradizione da parte degli USA.

Si dice che qualcuna la perdi e qualcuna la vinci. Questa volta la sorte si è mostrata a favore dei protettori della libertà su Internet, in quanto la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è espressa in un particolare processo contro l’obbligo da parte dei social network di applicare filtri sul materiale protetto.

Sarà che, come insegna una vecchia regola del giornalismo, quando avviene un fatto clamoroso, sembra che improvvisamente questo sia circondato da numerosi fatti minori secondari, ma la chiusura di Megaupload e l’arresto di Kim Dotcom, avvenuti nelle scorse settimane, sembra stia avendo un effetto catastrofico sull’ambiente del file sharing. Numerosissimi sono ormai i siti chiusi o sequestrati dalle autorità, anche in Italia.

Google come iCloud o Dropbox. Anche il colosso di Mountain View, infatti, pare sia in procinto di lanciare il suo progetto di cloud per i suoi utenti. L’indiscrezione è stata rilasciata niente meno che dal Wall Street Journal e anticipa alcune piccole caratteristiche del servizio, che al momento non sembra molto diverso dai suoi concorrenti.

Non si può certo dire che per Google le ultime ore siano state particolarmente rilassanti. La casa di Mountain View è infatti stata coinvolta in due questioni particolarmente importanti, inerenti la libertà di parola per quel che riguarda il suo servizio Blogger e la concorrenza per Maps. Critiche e accuse sono piovute un po’ da tutte le parti.

Dove non ha potuto la rete fissa, hanno avuto successo cellulari e tablet. Come ben sappiamo in Italia soffriamo ancora di un pesante digital divide, che esclude di fatto diverse zone d’Italia dall’accesso alla rete. Fortunatamente, però, la tecnologia di connessione 3G ha permesso di “cablare wireless” la quasi totalità del nostro Paese, registrando un aumento esponenziale degli accessi a Internet.

Ben sappiamo che il nostro Paese non è esattamente al primo posto per diffusione della tecnologia o per la riduzione del “digital divide”. Il nuovo decreto sulle liberalizzazioni, però, potrebbe portare una serie di novità molto interessanti, che in caso di approvazione potrebbero aiutare molto l’Italia a fare passi avanti nel campo della diffusione della tecnologia.

Il 6 giugno prossimo sarà una data particolarmente importante per il mondo del Web. Sarà infatti il giorno del World IPv6 Launch, grande evento al quale parteciperanno le più grandi aziende del settore Internet e che sancirà il passaggio definitivo dal protocollo IPv4 attualmente in uso al nuovo IPv6. Una mossa dettata soprattutto dall’incredibile diffusione di computer, smartphone e tablet nel mondo.

Com’era prevedibile e com’era evidentemente nelle intenzioni dei promotori dell’iniziativa, l’annunciato sciopero di Wikipedia, già in atto su quella inglese e sostenuta anche da molte altre versioni in altre lingue, ha coinvolto tantissime altre aziende, desiderose di protestare contro gli ormai famigerati SOPA e PIPA.