
Google come iCloud o Dropbox. Anche il colosso di Mountain View, infatti, pare sia in procinto di lanciare il suo progetto di cloud per i suoi utenti. L’indiscrezione è stata rilasciata niente meno che dal Wall Street Journal e anticipa alcune piccole caratteristiche del servizio, che al momento non sembra molto diverso dai suoi concorrenti.

Non si può certo dire che per Google le ultime ore siano state particolarmente rilassanti. La casa di Mountain View è infatti stata coinvolta in due questioni particolarmente importanti, inerenti la libertà di parola per quel che riguarda il suo servizio Blogger e la concorrenza per Maps. Critiche e accuse sono piovute un po’ da tutte le parti.

Dove non ha potuto la rete fissa, hanno avuto successo cellulari e tablet. Come ben sappiamo in Italia soffriamo ancora di un pesante digital divide, che esclude di fatto diverse zone d’Italia dall’accesso alla rete. Fortunatamente, però, la tecnologia di connessione 3G ha permesso di “cablare wireless” la quasi totalità del nostro Paese, registrando un aumento esponenziale degli accessi a Internet.

Ben sappiamo che il nostro Paese non è esattamente al primo posto per diffusione della tecnologia o per la riduzione del “digital divide”. Il nuovo decreto sulle liberalizzazioni, però, potrebbe portare una serie di novità molto interessanti, che in caso di approvazione potrebbero aiutare molto l’Italia a fare passi avanti nel campo della diffusione della tecnologia.

Il 6 giugno prossimo sarà una data particolarmente importante per il mondo del Web. Sarà infatti il giorno del World IPv6 Launch, grande evento al quale parteciperanno le più grandi aziende del settore Internet e che sancirà il passaggio definitivo dal protocollo IPv4 attualmente in uso al nuovo IPv6. Una mossa dettata soprattutto dall’incredibile diffusione di computer, smartphone e tablet nel mondo.

Com’era prevedibile e com’era evidentemente nelle intenzioni dei promotori dell’iniziativa, l’annunciato sciopero di Wikipedia, già in atto su quella inglese e sostenuta anche da molte altre versioni in altre lingue, ha coinvolto tantissime altre aziende, desiderose di protestare contro gli ormai famigerati SOPA e PIPA.

Dopo lo sciopero che aveva coinvolto la versione italiana di Wikipedia non molto tempo fa, ora si prospetta un altro blocco che rischia di scuotere il mondo digitale. La versione più grande del mondo dell’enciclopedia online, la Wikipedia in inglese, verrà oscurata domani per 24 ore per protestare contro lo Stop Online Piracy Act, la nuova legge anti-pirateria che in questi giorni si trova al vaglio del Congresso degli Stati Uniti.

Il social network Twitter è molto conosciuto, ma fino ad ora è stata considerata una sorta di “realtà minore” rispetto al principale rivale Facebook. Il futuro, però, potrebbe cambiare radicalmente questo stato di cose. L’amministratore delegato di Twitter, Dick Costolo, ha infatti annunciato al Web 2.0 Summit di San Francisco che per il futuro il social network prevede di implementare nuove idee e soluzioni, che sono destinate ad accrescere il successo dell’uccellino azzurro.

Per chi non lo conoscesse, il Partito Pirata è un movimento nato nel 2006 in Svezia, il cui principale obiettivo è quello di modificare, se non addirittura annullare, i concetti di copyright e diritto d’autore, rendendo completamente legale anche il file sharing e impedendo la censura. Diffusosi in tutta Europa come un vero e proprio partito politico, ora il Piraten Partei tedesco ha ottenuto il 9% dei voti alle elezioni regionali di Berlino.

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