Facebook acquista Glancee, quali conseguenze per la privacy?

L’acquisto dell’app Glancee da parte di Facebook ci fa tornare in mente il periodo in cui Mark Zuckerberg affermava di voler sviluppare un sistema operativo basato sul suo social network, o almeno si supponeva fossero queste le sue intenzioni. Non sappiamo se questo progetto sia realmente in auge o meno, ma quest’ultima aggiunta al pacchetto del sito renderà Facebook sempre meno sito e sempre più piattaforma operativa.
Andiamo con ordine: per chi non lo conoscesse, Glancee era una sorta di app, disponibile per vari sistemi operativi, che consentiva di registrare i propri gusti e i propri interessi e poi metterli in condivisione con il mondo. In questo modo ovunque ci si trovasse, era possibile incontrare altre persone con cui poter fare conoscenza e chiacchierare, sapendo sin da subito che si potevano condividere interessi in comune. Un sistema che, per molti versi, anche Facebook già utilizzava, ma portato ad un livello superiore e più approfondito. Il suo acquisto da parte del social network fondato da Zuckerberg segue quello di Gowalla, altra app che per molti versi faceva le stesse cose che prometteva Glancee, e Instagram, la nota app di condivisione fotografica salita agli onori delle cronache prima per il suo grande successo, poi per la già citata clamorosa acquisizione. Per noi italiani c’è un po’ di orgoglio, in quanto due dei tre sviluppatori di Glancee vengono proprio dal nostro Paese. Si tratta del CEO Andrea Vaccari e del COO Alberto Tretti, insieme al CTO canadese Gabriel Grise.
L’arrivo di Glancee su Facebook, però, non promette di essere indolore. Almeno dal punto di vista delle polemiche. Infatti su alcuni siti sono già stati espressi dei dubbi circa la sicurezza che queste continue acquisizioni potrebbero garantire. Facebook, come ben sappiamo, non è mai stato particolarmente noto per i suoi sistemi cristallini e al di sopra di ogni dubbio. Del resto se si accetta di mettere la propria vita sul Web, non ci si può eccessivamente lamentare se potenzialmente il resto del mondo ne viene a conoscenza. Si potrebbe affermare che l’arrivo di Glancee su Facebook metterebbe a disposizione di centinaia di milioni di utenti i gusti e le preferenze di un egual numero di persone, mentre prima il successo dell’app era obiettivamente più di nicchia. C’è una differenza tra il mettere i propri gusti su un sito composto da qualche migliaio di utenti e su uno che è quasi arrivato al migliaio di account.
Al momento, comunque, non sappiamo che intenzioni abbia Zuckerberg per Glancee. Sicuramente verrà integrato sulla piattaforma del social network, ma in che modo? Sarà un sistema integrato e nel quale tutti saranno coinvolti oppure sarà una semplice app che ognuno potrà scegliere se usare o meno? In nome di sicurezza e privacy, noi speriamo la seconda. Se proprio dovrà essere la prima soluzione, però, un appello a Facebook: l’impostazione di default dovrà essere “disattivata”, non il contrario. Per citare Giobbe Covatta: “Basta poco, che c’è vò?”.
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Lun 07/05/2012 da Lorenzo V. E. Bellini



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