I videogames mobile che passione !

Giochiamo col cellulare
Nonostante fino a qualche anno fa non se ne parlava molto, la passione per i videogiochi sul cellulare esiste da tanto. Accadeva perché questo passatempo veniva considerato come un fenomeno di nicchia, una forma di intrattenimento per quelle persone che non amavano farsi vedere per strada con una console portatile, e avrebbero dato meno nell’occhio con un cellulare in mano. Il “casual gamer“, che annoiato di fare la fila alle poste, decideva di intrattenersi con il “giochino” già presente sul proprio dispositivo.
Col passare degli anni questo “fenomeno” non è venuto scemando, anzi, ha fatto registrare incrementi notevoli sia per quanto riguarda i guadagni dei carrier telefonici, sia per quelle softwarehouse che hanno deciso di puntare sull’intrattenimento mobile. Se si dovesse osservare l’andamento del mercato, si può notare l’evoluzione costante ed esponenziale della qualità del prodotto. Eppure, sembrano passati “mesi”, da quando uno dei primi giochi per cellulare è apparso nelle nostre mani. Sto parlando del gioco Snake, già apparso su svariate piattaforme in tempi addietro (cabinati, console, PC ecc…), presente già installato ed usabile sui cellulari della Nokia “ Nokia 5110 ” (parliamo del 1998). Per molti versi rozzo, e anche semplicistico, ma che fa intuire quali siano le potenzialità della “macchina” e di conseguenza del mercato.

Sembra proprio che la tecnologia si sia evoluta per far si che nel mercato approdassero prodotti che nulla avessero da invidiare alle piattaforme di gioco già esistenti (questo forse non è del tutto vero, visto che l’evoluzione del Personal Computer si intreccia con quella del mondo dei videogiochi, mentre il mobile si muove grazie a contenuti e servizi che non sempre sono strettamente a contatto con questo mondo. Anche se ultimamente, sia Nokia che altri costruttori premono verso questa direzione).
Ora, non solo intrattenimento ludico, ma il futuro (se non direttamente il presente, leggasi Zeemote JS1 controller ) che ci aspetta è fatto di periferiche che si combinano con i nostri smartphone e che ci permettono di giocare senza dover necessariamente compromettere i tasti dei nostri cellulari (ahimé fin troppo leggeri, e non studiati per il gioco intensivo, ne sa qualche cosa il pad del mio fido Nokia N73 ). Senza aver a che fare con tasti troppo piccoli, e di difficile pressione.
Nonostante questi piccoli intoppi (anche perché non esistono solo, platform, racing games o bet’em up), sia “Mobile Next” che “Nextplora” (due agenzie che fanno sondaggi, analisi e ricerche di mercato) su un campione di 3000 individui, hanno riscontrato che questi utilizzano i giochi già presenti sul cellulare, mentre la metà dice anche di scaricarli sia dai carrier telefonici che dai portali nel web. Questi dati si riallacciano al dato nazionale generale sull’uso dei videogames, che per lo stesso mese ha riscontrato che cinque milioni di utenti hanno utilizzato videogiochi.
L’evoluzione della specie
Come detto in precedenza, da Snake ai moderni giochi J2ME, per finire con Symbian ed Ngage 2.0 (senza contare altre piattaforme proprietarie) il passo è stato breve. Breve, ma ricco di caduti e dispersi. Non possiamo non citare la piattaforma di sviluppo Mophun , che nelle intenzioni dei programmatori, e della casa Sony-Ericsson , avrebbe dovuto dare filo da torcere ad Ngage (la precedente versione) ed ai giochi nativi sviluppati per Symbian. Nonostante in un primo momento sembrava riuscisse a tenergli testa, e la programmazione fosse più semplice ed immediata rispetto alla concorrenza, alla lunga sia la costante evoluzione di Symbian che il predominio avuto da Nokia nella copertura globale con i suoi prodotti, a fatto si che Mophun rimanesse nel mercato come un prodotto di “nicchia”. Stesso discorso che potrebbe subire (o forse inesorabilmente sta già subendo) la creazione di giochi per ambiente di sviluppo J2ME.

Nonostante la programmazione avvenga con accesso quasi diretto all’hardware del cellulare (diciamo così per semplificare il concetto), la difficoltà sta nell’ottimizzare un determinato gioco per più piattaforme. Non dimentichiamoci che i moderni smartphone adottano soluzioni tecniche spesso diverse tra loro, anche rispetto a modelli della stessa casa, della stessa serie, ma magari con sei mesi di uscita differente. Il problema sta quindi nello scrivere codice che possa girare su più “macchine” possibili, così da diminuire i costi di gestione e far si che un gioco possa girare alla stessa velocità e con la stessa qualità grafica, sia su un Nokia N95 che su un Nokia N73 .
Il problema ha provato a risolverlo Symbian, col suo sistema operativo Symbian OS. In pratica abbiamo a che fare con software di sistema che come avviene ad esempio per Microsoft con Windows, reindirizza tramite api specifiche (nel caso di Redmond si parla di librerie ed affini) le funzioni del telefonino, senza che per questo il programmatore debba andare fisicamente ad interessarsi di quale processore è fornito il cellulare, oppure di uno specifico registro per gestire l’audio o la memoria di sistema. Sistema che permette di avere file di installazione abbastanza voluminosi rispetto ai giochi J2ME, ma che recuperano sia per quanto riguarda la qualità visiva, sia per quanto riguarda i contenuti veri e propri. Un sistema operativo in continua evoluzione, che permette stabilità, sicurezza, ed un utilizzo più oculato delle risorse.
Naturalmente non basta questo per far si che il mondo dei mobile games entri prepotentemente nei cuori dei giocatori duri e puri. Come avviene per le console portatili, si è sempre sentita la mancanza di una piattaforma studiata espressamente per il gioco, e quindi nel 2003 Nokia ha avuto l’intuizione di presentare un cellulare che integrasse al suo interno oltre che il modulo telefonico, un hardware ed un controller che permettesse di giocare e di telefonare. Purtroppo, per scelte di marketing, di stile (in effetti non sembrava affatto un cellulare), o forse di tempi non ancora maturi, la prima versione di Ngage è andata su in soffitta, per lasciare però spazio ad una nuova serie chiamata Ngage 2.0 .

Ngage 2.0
Come dicevamo, la svolta avviene con l’introduzione della nuova piattaforma di gioco (e telefono) chiamata Ngage 2.0. A differenza del passato, si è scelto di integrare il tutto all’interno di una serie di smartphone (chiamata serie N: 73,95,81 ecc), così da avere un cellulare con le fattezze di un dispositivo mobile (o che non si discostasse più di tanto), ma che al suo interno avesse una tecnologia sviluppata per giocare. È così che si è deciso di dotare gli apparecchi di una scheda grafica per gestire scene che altrimenti sarebbero gravate esclusivamente sul processore (rendendo più performanti i prodotti di fascia alta rispetto a quelli entry level o di medio livello), e che rende un gioco compatibile e soprattutto uguale graficamente e tecnicamente con tutti quelli della serie.

Non solo però componenti elettronici (o una piattaforma hardware/software), ma una comunità che potesse dare il via al gioco anche in forma mobile, ovunque ci si trova. Nasce quindi, all’interno del mondo Ngage 2.0 un’arena dove gli utenti, previa registrazione, si possono cimentare in sfide multiplayer contro avversari umani, situati in ogni parte del mondo (certo, in Italia questo ragionamento è fattibile solo se si utilizza una connessione Wi-Fi, e non il nostro operatore telefonico di (s)fiducia). Anche il sistema di distribuzione dei prodotti è diverso rispetto al passato: non più la necessità di scaricare il gioco tramite siti o carrier telefonici molto esosi per quanto riguarda i byte scaricati, ma la possibilità del download sul nostro PC (o MAC).

E poi l’installazione tramite il cavetto incluso col nostro cellulare. Per quelle persone che invece utilizzano una connessione wireless, oppure non hanno paura di bollette telefoniche salate, allora lo si può scaricare attraverso il portale Ngage, tramite il nostro smartphone. Una prova (i giochi permettono la prova di alcuni livelli prima dell’acquisto), e poi la registrazione tramite email. In definitiva, un mondo in continua evoluzione che non mancherà di appassionare alcun videogiocatore, e che spiana la strada verso scenari ancora inimmaginabili.
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Lunedì, 19 Maggio 2008 da Michelangelo Pisu in Nokia, Zoommate
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