Il gps permette di salvaguardare l’ambiente

Una ricerca commissionata da Navteq presso l’istituto NuStats ha dimostrato come l’utilizzo del navigatore satellitare possa permettere un risparmio notevole nei consumi e soprattutto una maggiore salvaguardia dell’ambiente.
Quanto è utile il navigatore satellitare
I navigatori satellitari oramai sono entrati a far parte della vita di tutti i giorni: li troviamo in vendita nei supermarket, sempre più spesso vengono integrate con le utilitarie dai costi molto contenuti e grazie ai moderni smartphone è possibile con poche spese avere una cartografia aggiornata ed un software di livello sempre a portata di mano. Il navigatore di per se è un utile strumento da poter utilizzare per integrare ad esempio una nostra gita a monumenti o musei che senza i punti di interesse non avremo mai trovato, oppure ci permette di avere servizi che vanno oltre la semplice ricerca o l’andare dal punto A al punto B (infatti ora si collegano ad internet, ricercano direttamente le informazioni su Google, ci permettono di sapere le condizioni meteo e del traffico, permettendoci in tempo reale di cambiare percorso, e scegliere quello più adatto a e veloce).
Una utilità però a cui molti non hanno pensato e al fatto che grazie all’accuratezza che oramai hanno questi apparecchi e alle features offerte che ti permettono di risparmiare tempo e di fare meno chilometri, anche l’ambiente a di che guadagnare utilizzando un navigatore. Ad esempio si eviterebbe di allungare il tragitto perché spesso non conosciamo tutte le destinazioni dove siamo diretti, oppure grazie agli avvisi sugli ingorghi non si rischia di rimanere delle ore in coda, col motore acceso, aspettando che la strada venga liberata e si possa nuovamente procedere verso la nostra destinazione. Quindi grazie al GPS potremo risparmiare l’usura dell’autovettura, risparmieremo nell’acquista dei battistrada, meno benzina usata e quindi meno inquinamento nell’aria.
Cosa si proponeva con la ricerca
La ricerca commissionata da Navteq è nata con lo scopo preciso di misurare l’impatto ambientale degli utilizzatori dei navigatori satellitari, in pratica si voleva sapere quanto l’utilizzo del GPS permettesse consumi minori sia di carburante che di usura dell’autovettura e soprattutto quindi un inquinamento minore rispetto all’automobilista tradizionale. La ricerca per essere completa ha preso in considerazione tre tipi differenti di automobilisti: automobilisti che non utilizzano il navigatore, quelli invece che seguono ed utilizzano sempre il navigatore ed infine quelli che utilizzano questi tipi di dispositivi con però le funzioni di informazioni sul traffico.

Il primo dato che salta subito all’occhio dal campione di automobilisti seguito e che chi possiede un simile dispositivo installato sulla propria autovettura tende a fare meno chilometri rispetto a chi invece non ne ha e deve arrangiarsi in qualche modo per trovare la destinazione. L’altra cosa che invece salta subito all’occhio e che questa tipologia di automobilisti sta meno tempo alla guida della propria auto e quindi perde meno tempo che può essere utilizzato per la produttività o per varie altre soluzioni. La ricerca (per motivi di spazio) è stata eseguita prendendo a disposizione due grandi aree metropolitane come quella di Düsseldorf e Monaco di Baviera.
I veicoli dotati di GPS hanno dimostrato come l’utilizzo della benzina in questi casi sia notevolmente calato, acquisendo dei valori abbastanza significativi, se si pensa che per ogni 100 chilometri si ha un risparmio effettivo del 12%, il che tradotto in numeri vuol dire che per un percorso di 100 chilometri in media la macchina consuma dai precedenti 8,3 litri agli attuali 7,3 litri. In pratica si ha un aumento di efficienza che ci permette un notevole risparmio per quanto riguarda i costi del carburante ma soprattutto un abbattimento notevole dell’inquinamento atmosferico dovuto all’uso del combustibile fossile.
Questa efficienza di chi usa il navigatore porta l’emissioni di anidride carbonica (secondo gli scienziati, responsabile dei cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo in questi ultimi periodi e acceleratori del così detto effetto serra, buco dell’ozono ecc…) ad un meno 24% annuo, che in quantità vuol dire 0,91 tonnellate rispetto a chi non ne fa uso. In pratica ogni singola automobile andrebbe a produrre 25 g/km di anidride carbonica. Per quanto riguarda invece i tragitti percorsi, si andrebbero a risparmiare annualmente 2500 chilometri percorsi e soprattutto 1,19 milioni di pneumatici annui che altrimenti andrebbero sostituiti.
Tutti gli automobilisti che sono stati dotati di navigatore satellitare non ne avevano mai posseduto uno in precedenza, i dispositivi forniti sono stati dotati di sensori che ne permettevano di rilevare la velocità di percorrenza e il tracciato percorso. Lo studio in totale è andato ad analizzare ben 2100 singoli tragitti che corrispondono a più di 20.000 chilometri che in soldoni corrispondono a più di 500 ore di guida automobilistica su strada (questo ha permesso di vedere come si comportavano i soggetti che non avendo mai avuto a che fare con dispositivi simili seguivano più attentamente senza distrazioni le indicazioni che gli venivano fornite).

Naturalmente con l’utilizzo del dispositivo GPS i volontari sono riusciti a diminuire ancora di più i tempi e le distanze di percorrenza, grazie al fatto che più l’utente si abitua al mezzo tecnologico maggiore saranno i risultati ottenuti e quindi più facilità da andare dal punto A al punto B o di trovare una determinata piazza o strada. Dopo la seconda metà del periodo di ricerca queste differenze rispetto all’inizio si sono fatte sempre più marcate mostrando dei progressivi miglioramenti nell’abilità di usare il dispositivo.
Una cosa che farà felici gli automobilisti costretti a girare nel traffico cittadino o in autostrada negli orari di punta, cioè di maggior traffico e di maggior presenza di autoveicoli per le strade e che grazie ai dispositivi che permettono di ricevere le informazioni sul traffico riescono a ridurre ulteriormente i tempi di percorrenza e le distanze percorse. I risultati migliori si sono registrati in coincidenza con l’utilizzo dei navigatori negli orari di punta (dalle 7:00 alle 8:59 e dalle 16:00 alle 18:59). Orari in cui si ha il maggiore afflusso grazie al fatto che i lavoratori iniziano e finiscono il proprio turno quotidiano.

Il risultato migliore però si è avuto quando i volontari hanno dovuto eseguire tragitti diversi dal solito, cioè abbandonare la routine per andare in località dove magari non erano mai stati. In questi frangenti si è avuta una ulteriore riduzione dei tempi sia delle distanze di percorrenza. A dimostrazione che un ausilio ed un supporto alla guida aiuta l’automobilista a trovare più velocemente il percorso andando anche a spendere di meno ed ad abbattere l’inquinamento (che come sappiamo è molto alto grazie al fatto che le automobili funzionano ancora con un carburante fossile e che quindi la produzione di anidride carbonica tende ancora a restare molto alta, nonostante sembra si stiano facendo dei passi da gigante).

Judson Green, NAVTEQ president and chief executive officer ha dichiarato che “Grazie alla solida base metodologica che sorregge questa ricerca, siamo convinti che i risultati siano rappresentativi di un trend a livello mondiale spesso intuito ma mai provato in precedenza nell’ambito dell’utilizzo quotidiano. I consumatori possono godere dei vantaggi della navigazione non solo dal punto di vista dell’esperienza di guida, ma anche per l’impatto decisamente positivo che essa esercita sull’ambiente”.
Risparmio e guadagno, offerte e servizi
Questa ricerca ha dimostrato come in effetti abbiamo la possibilità grazie ad uno strumento creato per aiutare l’automobilista a spostarsi dal percorso A a quello B nel minor tempo e percorrendo meno chilometri possibili, di risparmiare quattrini ma ancora meglio di dare un valido contributo all’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica. In realtà però si potrebbe fare molto di più di quello che è stato presentato dalla ricerca, infatti i produttori di carte potrebbero inserire ad esempio tutti i distributori che permettono di rifornire utilizzando il metano, o meglio ancora colonnine dove ricaricare le proprie auto elettriche oppure ad idrogeno.
Naturalmente questo pian piano verrà integrato nei sistemi di nuova generazione che permetteranno anche di capire i consumi effettivi delle nostre auto e ci suggeriranno entro quanti chilometri fare rifornimento, controllando via internet ad esempio il costo del carburante, comparandolo e quindi indicandoci in quale colonnina e più conveniente rifornire. Alcune features già esistono che permettono ad esempio di calcolate i percorsi in base all’ora ed al giorno della settimana in cui viene percorso, naturalmente prendendo in considerazione i bollettini sulla viabilità che ci permetteranno secondo dopo secondo di avere sempre il percorso aggiornamento per permetterci di trovare il tragitto migliore.
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Martedì, 26 Maggio 2009 da Michelangelo Pisu in Navigatori Satellitari GPS, Zoommate


























