Nicolò Fabi, Facebook e il dramma della figlia perduta

Nicolò Fabi facebook

Come tutti, abbiamo scoperto il dramma del cantante Nicolò Fabi attraverso la TV, ma soprattutto tramite il noto Social Network Facebook. È stato lo stesso cantante tramite la sua pagina personale a pubblicare questa straziante e drammatica notizia.


Certe notizie sono dure da digerire, sia per chi le legge, ma soprattutto per chi le propone al “mondo”: infatti quello che ha fatto Nicolò Fabi è abbastanza forte, dare l’annuncio della morte della figlia di due anni, attraverso la sua pagina personale di uno dei social network più conosciuti e famosi al mondo, Facebook. Naturalmente i fan ed i semplici curiosi si sono riversati in massa per scrivere parole di cordoglio e di conforto per la perdita prematura. Ancora una volta Facebook (come è accaduto a suo tempo con Twitter per l’Iran) ha dimostrato come il web diventi viatico di notizie aggiornate ed in anteprima, come anche il viatico di drammi personali e storie che fanno parte della sfera intima.
 
Dopo tutto però una considerazione va fatta: è giusto utilizzare queste forme di comunicazione per mostrare al mondo il lato drammatico delle proprie vite? È giusto “massmedializzare” la perdita di un proprio caro (e non parlo di farsi pubblicità o di sfruttare per loschi fini queste drammatiche vicende) e rendere partecipi tutti del proprio dolore? Mi viene in mente una notizia che ho pubblicato il mese di Dicembre 2009, in cui una madre, nota blogger che scrive su Twitter, ha pubblicato praticamente in diretta la morte del proprio figlio. Dopo questo caso tutti si sono sollevati ed hanno deciso di accusare, giudicare e crocefiggere questa donna. Una domanda mi sorge spontanea: quando muore uno sconosciuto è solo una macabra curiosità, oppure quando a colpire il lutto o la tragedia è una persona famosa, allora tutto è lecito, ed è sacrosanto informare i cittadini di quello che accade per rendere tutti partecipi e celebrare il rito comune (peggio ancora quando si fa gara a chi è più affranto)? Ai lettori l’ardua sentenza.

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Mercoledì, 7 Luglio 2010 da Michelangelo Pisu in Facebook, Internet e Reti

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