Julian Assange appare a Londra e si rivolge a Obama [VIDEO]
Julian Assange ritorna a esporsi pubblicamente dal balcone del suo esilio londinese, presso l’ambasciata ecuadoriana a Knightsbridge: il fondatore di Wikileaks ha parlato al pubblico ma si è principalmente rivolto alle autorità , Barack Obama in primis. Nel video qui sopra è possibile vedere e ascoltare le parole di Assange, che appare piuttosto in forma, con capelli ora corti e una camicia azzurra con cravatta rossa. Tra i punti focali dell’intervento, la richiesta ad Obama di bloccare la “caccia alle streghe” e di liberare il militare Manning arrestato proprio per essere la gola profonda dietro le rivelazioni di Wikileaks. Andiamo a isolare i concetti più interessanti del discorso di Julian Assange.
Da qualche mese (marzo, per la precisione), Julian Assange è rifugiato presso l’ambasciata ecuadoriana a Londra, che gli ha concesso asilo e ha evitato così l’estradizione in Svezia dove è accusato di stupro da una ex-collaboratrice. Nel pieno del caso diplomatico, dunque, tra Svezia, Gran Bretagna e Ecuador, Assange si è rivelato al balcone dell’edificio ringraziando subito il paese sudamericano per l’accoglienza e per il coraggio, poi si è rivolto agli Stati Uniti e più precisamente al presidente Barack Obama, al quale è stato chiesto di “bloccare questa caccia alle streghe e la politica contro la libertà di espressione“.
Julian Assange ha equiparato le nazioni e le personalità che si sono espresse contro Wikileaks a organi contro la democrazia e la libertà di espressione. “Dobbiamo uscire da questo momento di oscurità – ha affermato, poi ha aggiunto – Bradley Manning è un eroe e quindi deve essere liberato”: il riferimento è al militare americano che è stato incarcerato con l’accusa di essere la fonte delle indiscrezioni, dei documenti e delle informazioni poi pubblicate da Wikileaks. Non manca un riferimento alle attiviste Pussy Riot: “Quel che è successo a Mosca è un classico esempio di unità nell’oppressione“.
Gli ha poi fatto eco l’avvocato, Baltasar Garzon, che ha ribadito il ringraziamento all’ambasciata dell’Ecuador – che potrebbe inoltre garantire un salvacondotto per consentire a Assange di giungere in Sudamerica – e ha comunicato di continuare le azioni legali a protezione di Assange e di Wikileaks. Una situazione diplomatica molto delicata che per ora vive uno stato di stallo che però non dovrebbe durare ancora a lungo, la Svezia continuerà a perseguire nei propri intenti e non è escluso che possa avere la meglio. Non è da escludere nemmeno un ulteriore intervento al balcone di Assange nelle prossime settimane.
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Lun 20/08/2012 da Diego Barbera












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