Il sito delle Poste Italiane attaccato dagli hacker

hacker poste

Sabato scorso, 10 ottobre verso le ore 20.00, due hacker hanno attaccato il sito delle Poste Italiane; i danni sono stati molto superficiali e i dati personali degli utenti non hanno subito conseguenze dannose.


Da quanto si apprende, la polizia è sul punto di prendere i responsabili del gesto e per fortuna i danni sono stati lievi. Poste ha inserito una nota nella propria Home Page per informare gli utenti sul fatto e per comunicare che i dati personali non hanno subito violazioni. I due hacker, che si sono “firmati” coi nomi di Mr Hipo e StutM, sono riusciti a manomettere il sito delle Poste, scambiando l’Home Page con la scritta Hacked e una nota in cui spiegavano che il gesto era solo dimostrativo per mostrare come il sito delle Poste sia in realtà poco protetto.  
La nota continuava cosi: “”Per vostra fortuna noi siamo persone non malintenzionate perché i vostri dati e i vostri account non sono stati toccati. Ma cosa succederebbe se un giorno arrivasse qualcuno con intenzioni ben peggiori delle nostre?”. Certo i due hacker, possono certamente aver esagerato e ingigantito la vulnerabilità del sito Poste Italiane con lo scopo di spaventare i clienti.  
Comunque sia Poste ha subito comunicato quanto segue: “Grazie al potente sistema di controlli che garantisce 24 ore su 24 la sicurezza informatica di Poste Italiane, le squadre di ingegneri delle control room sono intervenute in pochi minuti”. Per stavolta insomma è andata bene, anche perché la polizia postale pare abbia già rintracciato il computer da cui è partito l’attacco.

Martedì, 13 Ottobre 2009 da Chiara Lanari in Internet e Reti

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Commenti (1)

Vorrei fare qualche puntualizzazione all’articolo:

Gli hackers non hanno ingigantito niente: Il defacing è possibile solo se si prende il controllo del sistema a livello admin, e se questo avviene tramite vulnerabilità del database, significa che TUTTI i dati sono in pericolo.
Per stavolta è andata bene perchè gli hackers hanno voluto così.
Certo, il fantomatico centro di controllo è già risalito al computer da cui è partito l’attacco, un server ubicato in Mozambico suppongo…

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