Facebook Social Network: i pazienti in rianimazione finiscono sul WEB

Potrebbe essere stato un “tragico” errore oppure un’azione voluta, sta di fatto che su Facebook sono apparse delle foto che ritraevano il personale medico dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine ma si intravedevano anche dei pazienti intubati del reparto di rianimazione.
Il noto social network Facebook (almeno per quanto riguarda la parte italiana) è ricaduta ancora una volta in polemica dopo che sono apparse nella galleria di una infermiera le foto proveniente dall’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Non ci sarebbe nulla di male che dottori ed infermieri durante il loro tempo libero si facessero riprendere dai colleghi durante le fasi di relax, oppure magari mentre stanno eseguendo il loro lavoro, la cosa che però ha sconcertato tanti che frequentano quotidianamente il noto Social Network è che queste foto sono state pubblicate su Facebook e che ritraevano non solo il personale medico dell’ospedale, ma anche ignari pazienti intubati della rianimazione dell’ospedale friulano.
Subito quindi oltre l’indignazione sono nate le polemiche innescate anche dagli stessi frequentatori di Facebook, che non si possono capacitare come si possa con così tanta leggerezza pubblicare delle foto che ritraggono terze parti non informate, che purtroppo soffrono, non pensando a quali poi le conseguenze (sia a livello di lavoro per quanto riguarda l’infermiera che le ha pubblicate, sia di ripercussioni da parte dei familiari e del garante alla privacy). Una cosa che poi lascia sconcertati è come sia possibile che Facebook non sorvegli su quello che accada nelle proprie pagine, e non utilizzi un filtro che possa almeno mettere in avviso le persone sul problema di pubblicare immagini che possono ledere il diritto di alcuni soggetti esposti ed anche la coscienza di chi per sbaglio o per volere le vede.
Nota a margine: personalmente dopo l’iniziale euforia di Facebook ho subito trovato il social network abbastanza “pesante” e troppo invasivo a riguardo della privacy (molti potranno obiettare che si possa settare l’account in modo da limitare la visione, ma allora viene a mancare l’idea stessa del social network). Non solo, spesso ci si perde guardando foto, commenti, pubblicando video o solamente rispondendo alle richieste degli amici. Infatti la mia scelta è stata quella di eliminare il mio account definitivamente prima naturalmente premunendomi di bloccare tutto, settando i valori privacy al massimo, in modo che nulla possa essere anche per sbaglio rintracciabile. Riguardo invece questa vicenda, non metto in dubbio la buona fede dell’infermiera (anche perché spero sempre nella bontà delle persone). Il problema sta però nella scarsa informazione riguardo il mezzo informatico (se non si fanno corsie soprattutto non si cambia il modo di approcciare il WEB non si capiranno mai le potenzialità ma anche i pericoli) e nella convinzione che una volta inserita in rete l’immagine sia facilmente eliminabile (mentre potrebbe essere scaricata, copiata e riproposta su vari siti o forum). Non mi auguro certamente che l’operatrice sanitaria debba perdere il posto, però una punizione esemplare potrebbe essere un monito verso tutti quelli che quotidianamente, continuano imperterriti verso certe pratiche, noncuranti di quelli che potrebbero essere gli effetti verso altri o anche verso loro stessi.
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Giovedì, 14 Maggio 2009 da Michelangelo Pisu in Facebook, Internet e Reti, Primo Piano
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Commenti (1)
Pensate ai problemi veri e lasciate stare sta povera infemiera che non ha fatto poi chissà cosa.