Alice nel paese delle Meraviglie: Disney ha paura della pirateria?

Alice nel paese delle Meraviglie Disney Tim Burton

Pirateria, praticità o puri e semplici interessi economici, sta di fatto che a causa della decisione da parte di Disney di posticipare l’uscita in DVD si “Alice nel paese delle meraviglie” la catena di cinema britannica Odeon ha minacciato il boicottaggio nelle proprie sale.


Cosa succede quando una casa cinematografica famosa decide di anticipare di qualche settimana l’uscita del proprio futuro possibile blockbuster (naturalmente per incrementare i propri profitti) e una delle più grandi catene di cinema europee annuncia (sempre per profitto) di voler boicottare l’uscita del film? Un “casino”… Ed infatti è proprio quello che stava per succedere (ma per fortuna i guadagni hanno trionfato…) tra Disney (produttrice del nuovo film di Tim Burton “Alice nel paese delle meraviglie“) e la catena di cinema britannica Odeon. Tutta questa querelle mentre la seconda più grande e “rivale” Cineworld aveva deciso comunque di non boicottare la proiezione e quindi forse di stemperare un po’ gli animi. È bastato quindi che Disney decidesse di posticipare a 13 settimane (invece che le canoniche 17) l’uscita in versione DVD (Home Video, ovvero vendita diretta) che Odeon inscenasse questa proposta di protesta.
 
Naturalmente tutto il problema è nato dal fatto che Odeon ha fatto sapere che una politica simile avrebbe potuto minacciare seriamente l’esistenza del cinema stesso, o almeno avrebbe contribuito (soprattutto se altri produttori avessero seguito l’esempio) a mettere in crisi i piccoli e medi cinema (o in generale le piccole catene). In realtà da parte di Disney c’è stato una evidente intenzione di spingere ancora di più i guadagni derivanti dalla versione in vendita (versioni extra lusso, director cut, extended ecc..), che come sappiamo risulta abbastanza importante, forse anche di più rispetto alla sola visione nella sala cinematografica. D’altro canto anche Odeon era interessata a salvaguardare i propri interessi economici (più che tutelare il possibile cliente), prospettando una mancanza in termini economici da una mossa simile. Fortunatamente (per Disney ma anche per Odeon) alla fine le due parti sembra si siano messe d’accordo (chissà a quale prezzo e con quali accordi) e quindi il paventato boicottaggio non è stato più messo in atto. Naturalmente in questa querelle ci si mette anche la pirateria che come sappiamo provoca ingenti danni sia alle case produttrici ma anche ai cinema e a tutto il mercato che gravita attorno ai film, serie TV ed in generale programmi di intrattenimento. Ma è anche vero che spesso il mercato “ci marcia”, proponendo soluzioni spesso troppo complicate che penalizzano chi veramente il film paga per vederlo o acquistarlo, e non propone soluzioni (come ad esempio la diminuzione dei prezzi di vendita) che si porterebbe meno introiti al settore (almeno inizialmente) ma che minerebbe la pirateria e alla lunga porterebbe ancora più utenza verso la “fabbrica dei sogni“.

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Venerdì, 5 Marzo 2010 da Michelangelo Pisu in Home Media, Primo Piano

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