OpenEdge: Google con la sua rete superveloce mette una censura al web?

Secondo il Wall Street Journal Google starebbe premendo verso i maggiori provider di connettività degli States affinché appoggino il progetto OpenEdge: una rete internet ad alta velocità a pagamento che avvantaggi chi paga di più. Un addio alla neutralità della rete?
Quella riportata dal Wall Street Journal è una di quelle notizie che dovrebbe far tremare gli ignari navigatori, infatti grazie a questo progetto viene a mancare uno dei capisaldi della rete internet, cioè la Net Neutrality (la neutralità della rete). In pratica la potenza ed il successo di internet sta nel fatto che tutte le informazioni viaggiano con la stessa priorità, sia che queste provengano da fonti che hanno investito ingenti e innumerevoli risorse, sia che siano create dal sito amatoriale di un liceale. Con il progetto OpenEdge invece, si vuole creare una rete super veloce a pagamento, dove chi può permetterselo, avrà la possibilità di arrivare con le informazioni a casa degli utenti, a differenza di chi invece non ha fondi a sufficienza.
Questo metodo potrebbe essere paragonato ad una censura digitale, infatti la maggior parte dei navigatori avrebbero accesso con difficoltà a tutte quelle informazioni non definite prioritarie (che non pagano a sufficienza) e quindi chi può permetterselo (pagando e facendo “ingrassare” Google) metterebbe un freno a tutti, senza agire dittatorialmente come avviene in alcuni stati come Cina, Cuba ecc. Società come Microsoft e Yahoo non sembrano molto entusiaste di questo progetto (questo avveniva quasi due anni fa), solo che ora, con la scadenza a metà del 2009 della normativa sulla network neutrality (ed i suoi principi stabiliti dalla Fcc, l’ente statunitense che governa questa particolare norma), il tutto potrebbe essere rimesso in gioco.
Il piano studiato da Google prevede che i server del gigante di Mountain View vengano dislocati all’interno della rete dei maggiori fornitori di banda statunitense, così da permettere un effettivo controllo dei dati trasmessi, in modo che i siti aderenti all’iniziativa (cioè quelli che pagano profumatamente), avranno questa corsia preferenziale e saranno avvantaggiati rispetto agl’altri, in barba a qualsiasi regola sulla concorrenza e col rischio che si fermi l’innovazione e ci sia lo stagnamento, a vantaggio di pochissimi individui.
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Martedì, 16 Dicembre 2008 da Michelangelo Pisu in Curiosità, Google, Internet e Reti
Leggi di più : Fast Internet, Net Neutrality, Openedge, Wall Street Journal













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Commenti (3)
Google sta diventando invadente. Una volta era tra i buoni, ora sta entrando tra i cattivi insieme a Microsoft. La solita sindrome di chi domina il mercato
La mossa di Google è solo l’ultima di una serie di iniziative prese dalle grandi multinazionali del web e dirette a privatizzare la rete rendendolo uno strumento a pagamento destinato ad un pubblico ristretto di persone. Internet invece è uno spazio che trova la sua ragion d’essere e la sua forza nella partecipazione e il contributo di tutti. Chiudere la rete ai più ricchi significherà privare internet della sua enorme potenzialità derivata proprio dalla possibilità di condividere le informazioni tra un numero sempre più ampio di persone!
Questa mossa di Google potrebbe portare paradossalmente dei vantaggi ai fruitori della rete: in pratica, si formerebbero due reti, quella free e quella a pagamento, il che farebbe si che le notizie di regime stiano in quella a pagamento, mentre le opinioni libere in quella free (sicuramente qualche hacker farà in modo di creare un sistema adatto allo scopo).
Un metodo in più per vagliare le informazioni reali da quelle di “regime”.