Motorola: Google licenzia 4000 dipendenti contro la crisi

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Motorola licenzia 4000 dipendenti

E’ passato un anno dalla notizia dell’acquisizione di Motorola Mobility da parte di Google per la somma record di 12.5 miliardi di dollari e già si devono fare i conti con problemi di bilancio. In questi 12 mesi il colosso di Mountain View non ha propriamente sfruttato la società rilevata: non sono stati svelati smartphone o tablet topclass e anche sul fronte aggiornamenti si è visto poco. Al contrario, si deve risanare il bilancio della divisione e così sono stati programmati tagli per il 20% del personale con 4.000 licenziati e un terzo degli uffici (94) sparsi in giro per il mondo. Si riuscirà così a ribaltare il trend e a registrare un trimestre fiscale in crescita dopo il tracollo degli ultimi anni, con 14 trimestri in rosso su 16?

È stato definito da Bloomberg l’acquisizione (o forse l’affare) più importante del 2011, infatti con ben 12 miliardi di dollari, Google si è “portata a casa” una delle aziende americane più famose: stiamo parlando di Motorola (nello specifico la divisione Motorola Mobility). Grazie a questa acquisizione, Google spera di riuscire a migliorare ancora di più Android, ma molti analisti hanno fatto notare che la scelta è stata motivata per provare a creare finalmente un terminale che possa sfondare sul mercato e magari non avere più dipendenze verso altri produttori quando ogni hanno a Mountain View decidono di proporre il nuovo Nexus. Senza dimenticare l’importanza del parco brevetti.

L’acquisizione ha un valore di 12 miliardi di dollari circa (40 dollari ad azione che porta al 63% il possesso di Motorola da parte di Google), ma molti analisti del settore sono dubbiosi di questa acquisizione. È logico che a Mountain View abbiano deciso di entrare direttamente nella contesa, producendo per esempio non solo il software ma anche l’hardware (come il rivale Apple con il suo iPhone). Abbiamo visto come ogni dispositivo prodotto “direttamente” da Google non abbia sortito l’effetto sperato per quanto riguarda le vendite e in fin dei conti stiamo ancora aspettando il “colpo grosso” ossia il topclass.

Naturalmente questa acquisizione non ha creato problemi per quanto riguarda la disponibilità verso altri produttori del sistema operativo che anzi si è meglio dedicato a società direttamente coinvolte nella produzione hardware di prodotti ufficiali marchiati Nexus come ad esempio Asus che ha fornito Google Nexus 7 – il tablet quad core con Android 4.1 Jelly Bean – e soprattutto Samsung con Nexus S e Galaxy Nexus con sistema operativo Android 4 Ice Cream Sandwich.

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Mar 14/08/2012 da Michelangelo Pisu

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