La Francia potrebbe tassare Google, Yahoo, Facebook e Microsoft

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La Francia sarebbe intenzionata a proporre una tassa da applicare ai colossi internet come Google, Facebook, Microsoft e Yahoo e simili in quanto grazie alla pubblicità sul suolo francese producono degli introiti, ma poi pagano le tasse in altri stati.


Secondo la Francia questa nuova tassa sarebbe un aiuto o incentivo all’industria cinematografica e musicale in quanto i siti o servizi proposti da quei colossi permetterebbero agli utenti di scaricare materiale illegalmente (cioè senza detenerne il copyright, o comunque averne acquistato una copia in modo legale) dalla rete. Ma sta di fatto che sembrano proprio intenzionati a far pagare società come Google, Yahoo, Facebook, Microsoft e simili perché gli introiti ricavati dalla visione da parte degli utenti transalpini nel territorio francese della pubblicità, non sarebbero tassati in questa nazione ma nella sede ove questi hanno la sede (come ad esempio Google che in Europa ha il quartier generale in Irlanda, e dove paga le tasse regolarmente). Questo perché a differenza di altre attività economiche o vendita di prodotti fisici, non vi è una distribuzione vera a propria nel territorio.
 
Da più parti viene dato come principale autore della proposta Patrick Zelnik (un produttore discografico e proprietario anche dell’etichetta che pubblica le canzoni di Carla Bruni, marito del presidente francese Nicolas Sarkozy). Naturalmente Google, per voce di Olivier Esper, public affairs director di Google France, ha commentato la notizia dicendo che “ci troviamo dinanzi l’opportunità di promuovere soluzioni innovative piuttosto che esacerbare il contrasto tra Internet ed il mondo della cultura mediante lo strumento della tassazione” ed aggiunge che ci vorrebbe una collaborazione più stretta tra l’azienda e chi produce i contenuti così da studiare nuovi metodi e semplificare i meccanismi che stanno alla base delle licenze in modo da avere un rendiconto economico grazie alle nuove tecnologie (che in parole povere potrebbe voler dire ad esempio utilizzare con Youtube il suo sistema VideoID).

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Lunedì, 11 Gennaio 2010 da Michelangelo Pisu in Facebook, Google, Internet e Reti, Microsoft

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