Google Doodle per Alan Turing, papà dell’informatica

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Google Doodle per Alan Turing, papà dell’informatica

Oggi l’informatica compie ufficialmente cento anni. Meglio, quello che potremmo considerare il creatore dell’informatica compie cento anni. Il Google Doodle di oggi, infatti, celebra la memoria di Alan Turing, matematico e crittografo inglese che mai come in questo periodo storico rappresenta un simbolo per le sue scoperte scientifiche e per il valore delle sue lotte.

Il Google Doodle che potete vedere sulla prima pagina del motore di ricerca di oggi, infatti, riproduce la celebre “Macchina di Turing“. Si tratta di un apparecchio semplice solamente ad una prima occhiata e venne presentato attraverso un saggio redatto dallo stesso Turing nell’aprile del 1936. In esso si poteva riassumere tutta la sua esperienza come crittografo e matematico, che l’aveva portato anche a militare durante la guerra nell’esercito britannico per decifrare i codici segreti nemici. Con la macchina di Turing, che grosso modo si presentava esattamente come potete vedere nell’immagine di Google, il geniale inventore si proponeva di dare una risposta all’Entscheidungsproblem, un complesso problema matematico posto nel XVIII secolo dal filosofo Gottfried Leibnitz. La teoria in ballo è piuttosto complessa e cercare di riassumerla comporterebbe il rischio di confondere le idee, più che chiarirle. Ad ogni modo questa sua invenzione, secondo molti, rappresentò il primissimo passo verso il concetto stesso di informatica. Ancora non era possibile parlare di primo computer da un punto di vista tecnico (quello sarebbe venuto solo più avanti), ma senza dubbio abbiamo a che fare con un congegno in grado di recepire delle istruzioni e di reagire di conseguenza.

Come abbiamo anticipato, Turing non solo è un simbolo per gli informatici, ma si trattava veramente di un uomo senza tempo, che disgraziatamente si ritrovò a combattere contro un orribile pregiudizio che tutt’oggi continua a infestare la nostra società come un virus: la discriminazione verso gli omosessuali. Turing era tale e in linea generale non lo aveva mai eccessivamente nascosto. Questo lo portò addirittura all’arresto negli anni ’50, in quanto in Inghilterra le leggi a protezione di questo tipo di discriminazione arrivarono solamente nel 1967. Arrestato per “oscenità grave” esattamente come Oscar Wilde, Turing accettò di sottoporsi alla castrazione chimica, un processo che però ebbe sulla sua psiche un effetto devastante. L’8 giugno del 1954 il geniale inventore venne trovato morto per avvelenamento da cianuro. La mela morsicata che gli venne trovata accanto diede il via a numerose leggende e teorie sulla sua morte. Se l’avvelenamento è scientificamente sicuro, la madre di Turing affermò che fosse dovuto al suo tentativo di placcare d’argento un cucchiaio, un piccolo hobby personale. Gli inquirenti, invece, parlarono di suicidio, ricordando anche di come l’inventore fosse appassionato della favola di Biancaneve e un simili atto di morte sembrava combaciare con il suo profilo. Qualcuno in tempi recenti affermò che Steve Jobs si ispirò alla memoria di Turing scegliendo il simbolo per la Apple, ma il creatore dei Mac ha sempre respinto questa voce.

La verità sulla morte di Alan Turing forse non verrà mai a galla. Egli, però, fu uno dei pionieri che portarono alla creazione di quegli stessi apparecchi che ora noi stiamo usando per scrivere la sua storia e che voi avete davanti per collegarvi al nostro sito. Nel 2009 il governo inglese si scusò per le persecuzioni di cui Turing fu vittima. Avrebbe meritato un trattamento molto diverso.

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Sab 23/06/2012 da Lorenzo V. E. Bellini

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