Olympus OM-D E-M5, una mirrorless nostalgica dalle caratteristiche di una reflex [VIDEO]

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Leggere Olympus OM è di per sè un tuffo al cuore. Le storiche piccole reflex della casa giapponese inaugurate nel ’72 con l’affascinante e robusta Olympus M1, nei decenni, hanno saputo farsi riconoscere nonostante la spietata concorrenza, per personalità e tenacia. Con tali illustri antenati, la neonata Olympus OM-D E-M5 porta con sè un notevole carico di nostalgiche aspettative. Tanto più che negli ultimi anni la Olympus, vezzeggiata dai i più disparati amatori dell’analogico, è sembrata intrappolata nelle contraddizioni del sensore Quattro Terzi. Croce e delizia della casa nipponica, il sensore Quattro Terzi diventa la base dal 2008 per ogni reflex e mirrorless Olympus.

Il sensore Live MOS High-Speed formato da 16,1 megapixel della OM-D E-M5 è si un Quattro Terzi, ma stupefacente. Più dettagliato di sensori da 20 o 24 Megapixel (come Samsung NX200 e Sony NEX-7), Il sensore Live MOS è in grado di percepire la scena a 120 fp ed elimina completamente gran parte del rumore, garantendo un’ottima definizione La resa cromatica anche ad altissimi ISO, la macchina arriva a ben 25.600 ISO, dà i natali ad una svolta epocale all’interno della casa produttrice giapponese.

La nuova tecnologia Fine Detail Processing elimina gli effetti moiré e le imprecisioni dei colori, mentre la Real-Colour Technology restituisce le sfumature cromatiche difficili. Lo stabilizzatore d’immagine (IS) a 5 assi, che gestice al meglio qualsiasi vibrazione, assicura lo scatto con tempi bassissimi a mano libera, e la velocità prepotente di 4,2 scatti al secondo che diventano 9 con la messa a fuoco manuale, rendono la Olympus OM-D E-M5 superiore alle nostre aspettative.. A garanzia delle altissime prestazioni, interviene inoltre la tecnologia MSC (Movie & Still Compatible) che riduce il rumore generato dal sensore.

Un piccolo affascinante gioiellino dotato di schermo OLED da 3 pollici, inclinabile fino a 80 gradi verso l’alto e fino a 50° gradi verso il basso, che sebbene non permetta tutte le posizioni turche possibili, per lo meno allarga lo spettro dei possibili punti di vista. Penalizzata la visibilità al sole, ma il mirino elettronico assicura soddisfazioni: avvicinando l’occhio si attiva automaticamente e permette di verificare l’effetto degli Art Filter i livelli di esposizione e la temperatura colore.

I puristi non si scandalizzino, è inutile negare il divertimento nell’utilizzo degli effetti Art. Inoltre accanto al solito parco di effetti creativi, la Olympus OM-D E-M5 aggiunge la opzione di bracketing sui filtri, con 18 versioni diverse dell’immagine in un solo scatto. La “posa B”, tanto cara ai notturni foto amatori, è arricchita dalla funzione di aggiornamento semi-continuo (24 immagini a intervalli di tempo regolabili): l’immagine prende forma nel mirino tenendo premuto il pulsante, raggiunta quindi la somma desiderata, si lascia il pulsante di scatto e voilà. Avere la suggestione di assistere allo sviluppo di una Polaroid con una mirrorless di ultima generazione non ha prezzo.

Sorprendenti le riprese: la risoluzione in Full HD nel formato MOV (MPEG-4 AVC/H.264) arricchita dalla possibilità di registrazione anche in AVI, fanno sperare che la Olympus OM-D E-M5 sia la prima pietra di un lungo percorso evolutivo intrapreso dalla casa nipponica che negli ultimi anni è parsa assopita e restia al cambiamento.

La robustezza della macchina, in lega di magnesio con tenuta di polvere e acqua, promette scatti in situazioni impossibili: il sistema a ultrasuoni SSWF (Supersonic Wave Filter) è finalizzato alla pulizia del sensore, ed elimina le particelle di polvere che spesso si accumulano durante la sostituzione delle ottiche.

Tutto fa assomigliare la Olympus OM-D E-M5 ad una reflex prosumer, più che a una entry-level…eppure non stiamo parlando di nessuna delle due famiglie, avendo a che fare con una mirrorless dotata però di doppia ghiera e di molti pulsanti programmabili (ahimè di plastica non di metallo). Affascinati dallo stupendo corpo OM e dalle peculiarità tecniche, non possiamo che aspettarci una fascia di mercato medio-alta: il prezzo, che oscilla tra i 987€ e i 1.149€ non è propriamente competitivo e decisamente proibitivo per una mirrorless. La differenza qualitativa con le competitor sul mercato è chiara, ma con tale fascia di prezzo la Olympus OM-D E-M5 si colloca nel mitico Parnaso delle mirrorless di lusso, ed inevitabilmente la portata rivoluzionaria di questa macchina viene relegata a godimento di un piccolo universo di amatori evoluti e, perchè no, spendaccioni.

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