Il Ministro dell’Interno Maroni propone un indirizzo IP univoco per tutti

Il Governo Italiano cerca un metodo per poter identificare univocamente gli utenti su internet, Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni propone di assegnare ad ogni utente un IP unico, così da poter rendere tracciabili i navigatori WEB.
Il problema della sicurezza (hacker, terroristi, cyber delinquenti, ecc) informatica è sempre stato sentito sia dai governi (non solo italiani) che dai cittadini che quotidianamente, per svago o per lavoro, solcano il “mare magnum” di internet. Da poco, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha espresso un “sogno” (o anche desiderio), quello di poter assegnare un IP univoco ad ogni utente, in modo che questi possa essere riconoscibile su internet (interpretando le parole del Ministro, un po’ come avviene oggi per il codice fiscale). Purtroppo però (per lui), il Ministro non ha fatto i conti con l’infrastruttura attuale di internet (IPV4) che non può supportare poco più di 4 miliardi di indirizzi IP (senza contare che alcuni non possono essere utilizzabili, tipo 192.168.2.1 o anche 127.0.0.1 ecc). Ma anche se gli indirizzi fossero ancora 3 miliardi, non bisogna dimenticare che tantissimi vengono assegnati ad un unico server, quindi il numero si ridurrebbe drasticamente (senza contare che qualcuno sarà tenuto per ogni evenienza).
L’unica soluzione potrebbe essere quella dettata dall’implementazione del protocollo IPV6, che però è ancora li a venire e comunque non risolverebbe il problema di criminali e terroristi (esistono tecniche per mascherare il proprio IP o ancora tecnologie per criptare le comunicazioni). Eppure, nonostante l’IPV4, non esistono problemi a catturare pedofili e criminali, grazie al fatto che Polizia ed ISP lavorano assieme, e nonostante l’IP non sia univoco, permette ugualmente di rintracciare le utenze. Ora come sempre, la palla spetta al governo, che dovrà decidere in merito, anche se, sempre secondo il Ministro, “stiamo lavorando con i gestori per la realizzazione del numero IP unico per ogni utente della rete”. Una cosa è certa, i cyber criminali dormiranno sonni tranquilli, mentre la privacy dei navigatori è sempre più a rischio.













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Commenti (1)
che vergonga!!!!!!!!!!!!