Il governo cinese fa marcia indietro sulla censura WEB olimpica

Il governo cinese fa marcia indietro sulla censura WEB olimpica

Sembra proprio che il potere delle olimpiadi (o meglio direi dell’opinione pubblica) abbia fatto breccia nella corazza del governo cinese, tant’è che le direttive emanate in un primo momento da Pechino di bloccare tutti i siti scomodi al regime è stata revocata.


Tutto può succedere nell’anno delle olimpiadi, anche che un governo arcigno e sicuro del suo operato come quello cinese, faccia dietro front riguardo la decisione di bloccare i siti scomodi al partito (buddisti, sovversivi, anti regime, libertari, di protesta ecc) e permetta ai giornalisti accorsi in massa per commentare gli eventi sportivi, di avere libero accesso a molte più informazioni.
 
Inizialmente come riportano le cronache di qualche giorno fa, ai giornalisti era impedito anche l’accesso a siti come Amnesty International o ad associazioni (no profit, che si battano per i diritti umani) sgradite al governo cinese. Il Bocog, portavoce del comitato olimpico cinese, si è affrettato ad affermare che ogni filtro è stato eliminato e che i blocchi rimangono esclusivamente per la setta religiosa del “Falun Gong“, ritenuta illegale in terra cinese.

Venerdì, 1 Agosto 2008 da Michelangelo Pisu in Curiosità

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