Motorola sotto inchiesta UE dopo le accuse di Apple e Microsoft

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Motorola sotto inchiesta UE dopo accuse di Apple e Microsoft

Vedere Apple e Microsoft unite verso un obiettivo comune è una bella scena da immaginare, ma lo scenario questa volta è decisamente poco piacevole. Motorola, infatti, è stata messa sotto inchiesta da parte delle autorità competenti dell’Unione Europea dopo le accuse formulate delle stesse aziende di Cupertino e di Redmond. L’accusa è di abuso di posizione dominante.

Le poche parole in cui si configurerebbe il reato in oggetto non bastano ovviamente a descrivere l’intricata situazione. Innanzitutto bisogna considerare che l’unica società ad essere sotto accusa è la Motorola Mobility, ovvero la branca della compagnia americana che si occupa della produzione di tablet, smartphone e cellulari. In altri termini, proprio quella che è stata di recente acquistata da Google. Già questo elemento potrebbe spingere a configurare di più queste accuse verso la classica “guerra” dei brevetti che ormai da anni è scoppiata all’interno del mercato dell’informatica. Bisogna però sottolineare come l’obiettivo dell’accusa non sia semplicemente la Grande G, in quanto un portavoce del Commissario alla Concorrenza dell’UE ha precisato come le lamentele delle due case informatiche si riferiscano anche ai comportamenti tenuti da Motorola in passato.

Che cosa avrebbe portato a questa accusa di abuso di posizione dominante? In poche parole Motorola, utilizzando il proprio controllo su alcuni brevetti fondamentali in suo possesso, avrebbe di fatto impedito la realizzazione di numerose periferiche che potessero essere compatibili con le device iPhone, iPad, Xbox e anche con i sistemi per PC Windows. L’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’UE impone che i brevetti considerati fondamentali per un particolare settore industriale vadano obbligatoriamente concessi agli avversari a condizioni eque e ragionevoli. Su quali minimi si basino queste due parole non è mai stato chiarito, per cui ogni compagnia in pratica deve decidere da sola che cosa si intenda per condizione equa e ragionevole, aprendo il campo a facilissime polemiche.

Queste, è bene sottolinearlo, sono solo accuse e l’Unione Europea, davanti a queste, non ha potuto fare altro che aprire un’inchiesta. Questo, però, non significa assolutamente che Motorola sia stata riconosciuta colpevole. Al momento è solo in corso un’indagine, che potrebbe persino provare che la casa di proprietà di Google sia completamente estranea al fatto. È ragionevole supporre, però, che se Apple e Microsoft si sono esposte così tanto, significa che hanno qualche base molto concreta su cui poggiare. Non resta che attendere le prossime settimane per vedere che piega prenderà la situazione.

Fonte: ANSA

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

Mer 04/04/2012 da Lorenzo V. E. Bellini

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento

© 2006-2012 Trilud S.p.A. - P.I: 13059540156 - Tecnozoom, supplemento alla testata giornalistica Tuttogratis.it registrata al Tribunale di Milano n. 314/08

rss