L’App What Country per iPhone scatena l’ira del Ministro Brambilla contro Apple

Potrebbe diventare un caso internazionale, perché il Ministro Brambilla ha deciso di procedere per vie legali contro l’App What Country pubblicata da Apple nel suo App Store, per aver dato un’immagine sbagliata e distorta dell’Italia.
Tutto è iniziato quando è apparsa nell’App Store di Apple una piccola applicazione che si chiama What Country (creata da Apalon/MYW Productions) che da una rappresentazione poco allettante ed abbastanza intollerante sull’Italia e quindi di conseguenza sugli italiani. Descrive l’Italia con i classici cliché di Pizza, Mafia, Pasta ecc (si sono dimenticati di citare Mandolino e Mamma), non facendo vedere però tutte le cose belle ed interessanti che l’Italia propone.
L’intervento del Ministro Brambilla è stato molto secco e puntale “Ho dato mandato all’Avvocatura dello Stato di procedere nelle sedi opportune contro i responsabili del grave danno d’immagine arrecato al nostro Paese. Si tratta ovviamente di una rappresentazione offensiva ed inaccettabile, per di più accompagnata da un testo “esplicativo” che, se possibile, peggiora ulteriormente le cose. L’Italia è un faro nel mondo per la sua storia, la sua cultura ed il suo stile. Come cittadina e come ministro non posso permettere che si getti discredito sul nostro Paese utilizzando un’organizzazione criminale come nostro testimonial. Tutto questo fa grande torto all’Italia e agli italiani. Tale immagine distorta, alla cui creazione hanno contribuito anche tante pellicole cinematografiche diffuse in tutto il mondo, deve essere definitivamente corretta. Perciò ho chiesto ad Apple di rimuovere l’applicazione da APP store e ho dato mandato all’Avvocatura dello Stato di procedere nelle sedi opportune contro i responsabili“.
Bisogna sottolineare come poi la gran parte dei giornalisti (non tecnici e che neanche hanno preso la briga di informarsi) abbiano associato il programma e quindi la responsabilità ad Apple, quando invece l’azienda ha inserito esclusivamente l’applicazione nell’App Store e che quindi con una semplice richiesta, avrebbe immediatamente provveduto ad eliminarla. Però si sa’, oramai la parola d’ordine nell’informatica spiccia è sensazionalizzare gli avvenimenti…Ma poi mi dico, alla fine dei conti, chi è che ha contribuito a far si che l’Italia all’estero abbia questa nomea? Ai lettori l’ardua sentenza.
Mercoledì, 29 Settembre 2010 da Michelangelo Pisu in Apple, Internet e Reti, Software Cellulari, iPhone
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Commenti (3)
Vi seguo da tempo, ed ho capito che siete accaniti fan della Apple. Ho letto vari articoli e quando tutti dicono che qualcosa non va, voi ve ne uscite con un “E’ tutto perfetto”. Ma vi paga la Apple per nascondere le loro magagne??? Coem si fa a dire che siao famosi per la mafia?? E’ quello che fate capire alla fine dell’articolo. Sono scioccato e schifato dalla poca professionalità che avete
Visto che sono stato citato in causa per malafede vedrò di rispondere al nostro lettore Johnny e quindi a tutti quegli utenti (spero e penso pochi) che la pensano allo stesso modo. Per prima cosa noi non prendiamo soldi da nessuno (io vengo pagato esclusivamente dal blog per cui lavoro e non risulta alcun modo che il blog o il sottoscritto prenda mazzette da chicchessia). Seconda cosa io sono un libero pensatore in un libero stato, e quindi, oltre a riportare fedelmente le notizie come spesso le trovo o mi vengono segnalate (cosa che molto spesso la stampa così detta professionale o professionista non fa, o per meglio dire la fa ma distorcendo molto spesso il significato ed i concetti) non faccio. Terzo in alcuni casi mi capita di esprimere un parere personale su faccende che mi toccano “personalmente” (P2P, Digital Divide, Infrastutture Web o mobile, copyright, sicurezza informatica ecc), ma in ogni caso specifico che sono mie considerazioni (ma queste non alterano l’esposizione dei fatti, secca, così come dovrebbe essere sempre presentata), posizionandole alla fine dell’articolo. Da questa affermazione “Bisogna sottolineare come poi la gran parte dei giornalisti (non tecnici e che neanche hanno preso la briga di informarsi) abbiano associato il programma e quindi la responsabilità ad Apple, quando invece l’azienda ha inserito esclusivamente l’applicazione nell’App Store e che quindi con una semplice richiesta, avrebbe immediatamente provveduto ad eliminarla. Però si sa’, oramai la parola d’ordine nell’informatica spiccia è sensazionalizzare gli avvenimenti…” risulta a mio avviso semmai una “assoluzione” nei confronti di Apple piuttosto che una accusa (visto che con può controllare tutti i contenuti ed al massimo è solerte ad eliminarli dallo Store su esplicita richiesta). Riferendosi invece all’affermazione “Ma poi mi dico, alla fine dei conti, chi è che ha contribuito a far si che l’Italia all’estero abbia questa nomea? Ai lettori l’ardua sentenza”, si capisce subito che è un mio pensiero, ed in quanto mio, può non essere condiviso ma deve essere rispettato, in quanto viviamo in un Stato libero, dove ogni cittadino può esprimere civilmente il proprio pensiero se questi non cagiona danno ad altri (Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo articolo 19 e 29, Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali articolo10, Costituzione della Repubblica italiana articolo 21, Tutela della libertà di espressione nell’Unione Europea articolo 6 e 7, Carta di Nizza articolo 11). E poi, io ci ho messo la faccia, e tu Johnny?
ciao Johnny
vorrei chiarirti un paio di concetti
1) magari fossimo pagati dalla Apple, magari
2) nell’articolo si parla di clichè che effettivamente esistono e se provi a girare un po’ fuori dai nostri confini te ne accorgerai
3) io sono il primo ad essere schifato dell’idea che all’estero a volte passa dell’italia e te lo dico da italiano… te invece che ti chiami johnny sei Italiano?