Apple MacBook Air: che fine hai fatto?

Apple Macbook Air: che fine hai fatto?

Quando Apple decide di lanciare un prodotto sul mercato, normalmente questi dopo pochissimo tempo diventano uno standard: basta vedere l’iPod, oppure l’iPhone, o ancora in passato l’accoppiata mouse ed interfaccia grafica (povera Xerox). Ma è sempre così? Cosa potrebbe succedere se a Cupertino non si dimostrassero sempre affidabili?


Rivoluzione o tracollo
 
Noi tutti sappiamo dalle cronache di questi ultimi anni come Apple abbia avuto momenti di crisi (grossa crisi), schiacciata da un mercato PC sempre più agguerrito, ed incalzato da sistemi operativi come Linux, sempre più user friendly e votati alla sicurezza estrema.
 
Apple Macbook Air: che fine hai fatto?
 
Come tante aziende però, nel corso del tempo è riuscita a recuperare lo smalto perduto, e grazie ad alcuni colpi sensazionali (dopo iPod e iPhone tutti a cercare di copiare, più o meno velatamente lo stile o la tecnologia), ora si pone tra le realtà più floride e vivaci del panorama elettronico mondiale.
 
Naturalmente non possiamo non citare gli elaboratori che in questi ultimi anni è riuscita a sfornare, un connubio di tecnica e di stile: potenza e design allo stato puro (Mac Pro, MacBook Pro ecc). Un’azienda quindi che ha saputo rinnovarsi ed è riuscita nel tempo ad invertire la tendenza, ed ora, nel 2008, detta le regole per quanto riguarda la fonia, la musica e tutto quello che è produttività in “movimento”.
 
Però, come detto nel cappello introduttivo “Cosa potrebbe succedere se a Cupertino non si dimostrassero sempre affidabili?”. Non parlo naturalmente dei difetti che potrebbero avere i dispositivi fino ad ora creati visto che non esiste un’azienda con volumi di vendita così grandi che non richiamari nessun pezzo in fabbrica.
 
Apple Macbook Air: che fine hai fatto?
 
La cosa che invece mi ha incuriosito è un device presentato al Keynote che si è svolto nei primi mesi dell’anno (parliamo di gennaio 2008) e che inizialmente sembrava avesse catalizzato l’attenzione dei più lungimiranti giornalisti informatici (parlo di quelli che lavorano in redazioni che trattano temi informatici ogni giorno, e non riviste e quotidiani attenti esclusivamente alle mode o al particolare).
 
Quale è questo prodotto: il sottile (da alcuni definito anche anoressico) e leggero MacBook Air. Perché ha attirato l’attenzione dei presenti alla convention e dei blogger (più o meno allineati con Apple) di mezzo mondo? Non solo perché Steve Jobs in persona l’ha estratto da una busta da lettera (quelle giallo/arancio che si usano per le raccomandate, dove è essenziale non piegare il foglio, o i fogli che si inviano), ma perché si pone in diretta concorrenza con i così detti netbook (o anche mini notebook, UMPC ecc).
 
Quello che però fa sorridere (o inorridire EEEPC e compagnia) è l’approccio al problema spazio e portabilità: mentre tutte le aziende produttrici di portatili si apprestano (o l’hanno già fatto) a rilasciare netbook sempre più leggeri, ma dalle dimensioni del monitor non proprio agevoli (10 pollici non sono certo il massimo), Apple punta sullo spessore e su un monitor da ben 13, 3 pollici.
 
Apple Macbook Air: che fine hai fatto?
 
Se gli “altri” si attestano su dimensioni più o meno pari a quelle di un foglio A4, Cupertino decide di sfatare il mito che portabile vuole dire stretto e tozzo, e presenta la sua soluzione che vede 32.5 cm di larghezza, per 22.7 cm di profondità, dal peso 1.36 chilogrammi, per un’altezza (o spessore) di soli 1.94 cm. Viste le misure da sfilata di moda, non c’è che rimanere perplessi e mettersi a riflettere.
 
Come siamo
 
Fatte le dovute presentazioni possiamo passare ad una disamina tecnica mettendo a confronto le due filosofie differenti, i due approcci al problema di spazio e consumi.
 
Dal punto di vista della potenza abbiamo a che fare con un potente Intel Core Duo da 1.6 GHZ (ma volendo esiste anche una versione un po’ più costosa da 1.8 GHZ), che non può assolutamente competere in potenza con i nuovi Intel Atom. La dotazione di memoria è di ben 2 gigabyte di ram (mentre gli altri hanno uno start up da 1 gigabyte) e la scheda video è una discreta intel GMA X3100 (la concorrenza invece utilizza altre schede integrate meno performanti).
 
Apple Macbook Air: che fine hai fatto?
 
Fin qua non ci sarebbe nulla di “anormale”; cosa avrebbe scatenato allora le perplessità di chi sta scrivendo l’approfondimento in questo momento? Faccio presente ai lettori che non mi colpiscono generalmente le innovazioni che un’azienda può portare sul mercato (tranne naturalmente qualche caso) ma come gli utenti si pongono verso essa.
 
Cosa l’utente medio si aspetta da questa novità e come l’appassionato o il detrattore si pone verso il reciproco ? Abbiamo avuto esempi nella storia informatica di diatribe fra sistemi concorrenti: Megadrive verso Supernintendo, Amiga verso PC, Dreamcast verso PSX (ho citato espressamente sistemi che hanno decretato la fine prematura del concorrente).
 
Apple Macbook Air: che fine hai fatto?
 
Tornando però all’argomento odierno (magari si potrebbe fare uno speciale su diatribe passate, presenti e future, cosa ne pensi Luca?), quello che ha sollevato un vespaio di polemiche (come diceva un “tale”, l’importante che se ne parli) sono le dimensioni del portatile: non lo spessore, ma le dimensioni assolute.
 
Perché lo fai…
 
Quello che in molti criticano è il fatto che di portabile ci sia ben poco e che sia preferibile un netbook tradizionale. Gli “altri” puntano sul fatto che anche se è un po’ più grande di un foglio A4 vista la possibilità di usufruire di un display dalle dimensioni di 13.3 pollici ne valga comunque la pena (non dimentichiamoci che parliamo di un pannello TFT LED retroilluminato, di qualità quindi non discutibile).
 
Quello a cui bisogna dare la giusta importanza è a quale fascia di mercato è adatto il MacBook Air: non è un prodotto adatto a tutti ma potrebbe trovare spazio in un contesto aziendale manageriale (presentazione, videoscrittura, navigazione), dove potrebbe essere portato nella cartella con i documenti della riunione (teniamo conto che di più piccolo il manager ha il PDA con Windows Mobile o un BlackBerry).
 
Apple Macbook Air: che fine hai fatto?
 
Puo’ essere utile anche in un ambiente dove conta il peso: su un forum si portava l’esempio di un fotografo che ha la necessità di poter scaricare immediatamente e vedere le proprie foto, ma non ha la necessità e la voglia di portarsi dietro un portatile che pesa più di due chilogrammi (un monitor delle dimensioni dell’Air farebbe più comodo di quelle di un tradizionale Netbook).
 
Oppure aggiungo io per chi per lavoro è sempre in movimento e quindi necessita di avere sempre con se il notebook.
 
Apple Macbook Air: che fine hai fatto?
 
E poi, vuoi togliere il pubblicitario, il grafico o il rappresentante che arriva con un gioiello di design dal cliente? Sicuramente fa colpo e le possibilità di concludere un accordo incrementano (onde sfatare ogni dubbio non sono un fun Apple e nonostante possa anche non comprare l’Air devo ammettere che spesso “il come ti presenti” è fondamentale in certi ambienti).
 
Non è tutto oro quel che luccica

 
Arrivato a questo momento vi starete domandando: se tutto sembra quasi filare nel verso giusto quali sono le perplessità che attanagliano il redattore? In effetti le perplessità che mi accingo ad esporre non sono di natura estetica o qualitativa ma di contenuti. Nel voler riscrivere uno standard (la mia impressione è quella di spingere la categoria verso una direzione ben specifica) Apple forse ha rischiato troppo non andando ad integrare elementi che non sono così obsoleti come lei crede.
 
Apple Macbook Air: che fine hai fatto?
 
Manca un modem ed una scheda di rete integrata, tutto è affidato al sempre presente (oramai non manca cellulare o dispositivo elettronico che non integri queste funzionalità) Wi-Fi, che però spesso per ragioni di sicurezza o di mancanza, non sempre è presente nei luoghi di lavoro o di ritrovo. Non so il mercato U.S.A (anche se in realtà là il servizio esiste e funziona), ma in Italia e probabilmente in molti altri stati si fa fatica a trovare una connessione Wireless (forse ancora di meno gratis o magari comunque con costi non indifferenti).
 
È vero che esiste un adattatore per convertire l’unica porta USB presente (poi paleremo anche di questo) in ethernet ma non è presente nella confezione e va acquistato a parte (poi parleremo dei costi non proprio proletari). Anche il disco rigido non mi ha pienamente soddisfatto: un parallel ATA da 80GB a 4200 giri al minuto (contro il concorrente SATA da 5400 RPM che in alcune configurazioni arriva a 160 gigabyte), non tanto per la capacità di immagazzinare contenuti ma per la velocità di trasferimento e accesso.
 
Per non parlare dell’unica porta USB presente che nel caso di utilizzo di più componenti potrebbe non bastare e costringere ad un noioso attacca stacca (se poi mi devo dotare di un HUB USB esterno allora la portabilità comincia a vacillare). Se per velocizzare le operazioni ho bisogno di un mouse (che magari trovo li), avere una connessione ethernet (per trasferire file di grosse dimensioni) e collegare qualsiasi altra cosa, allora il tutto diventa problematico.
 
Per il disco rigido il discorso invece è differente, anche perché si potrebbe sostituire con un SSD (disco rigido allo stato solido) da 64 gigabyte (pochino lo spazio) ma il costo in più sarebbe notevole (leggevo sui 300 euro). Se invece parliamo di costi, ad oggi dovrebbe aggirarsi sui 1699 euro (base) che con un processore più potente e l’SSD fluttuerebbe fino a 2389 euro.
 
Apple Macbook Air: che fine hai fatto?
 
Rullo di tamburi
 
Nonostante l’ultimo capitolo non sia stato lusinghiero nei confronti dell’Air, non posso sconsigliare questo prodotto (ma neanche consigliarlo), per il semplice fatto che questi si colloca in un mercato particolare. Un mercato che ha bisogno di performance ma che non vuole troppi ingombri, un mercato fatto di nuove tecnologie ma che allo stato dell’arte si deve ancora scontrare con standard e canoni che appartengono al passato.
 
Sono curioso di vedere poi alla fine chi ha acquistato l’Air e capire se realmente il mercato è stato quello da me indicato oppure in realtà come spesso accade sono le persone che fanno il mercato. Vuoi vedere che ha visto giusto Steve Jobs e dopo aver eliminato il floppy adesso si passerà ad un prodotto minimalista di classe ma potente che fra un poco tanti cercheranno di imitare?
Come conclusione vi chiedo di dirmi chi ha comprato l’Air perche’ io in giro non lo vedo in mano a nessuno a meno che non sia nel porta doocumenti.

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Venerdì, 26 Settembre 2008 da Michelangelo Pisu in Apple, Netbook, Zoommate, iPhone

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